TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
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TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
Maroni «Niente proroghe: tessera del tifoso entro dicembre»
L'intervista - Il ministro dell’Interno pone un ultimatum e risponde ai presidenti che lo criticano
Ora parla lui. A tre giorni dall’inizio del campionato e dopo le polemiche innescate dalla direttiva sulla Tessera del tifoso, il ministro dell’Interno RobertoMaroni spiega tutto sul suo ultimatum (31 dicembre) e risponde, piccato, ai club che lo attaccano.
Ministro, è arrivato il momento di chiarire: chi è il padre della Tessera del tifoso e perché lei è così convinto che sia la condizione per eliminare la violenza negli stadi?
«Il padre è il capo della polizia Manganelli. Io ho trovato la "pratica" e l’ho portata avanti con convinzione, perché, dopo la morte di Raciti, è il completamento di una serie di misure di maggior controllo per ridurre la violenza negli stadi. I dati dimostrano che le misure coercitive sono efficaci. C’è stato un calo di feriti tra i civili, di fermati, una riduzione dei poliziotti impiegati, che significa risparmio per il contribuente. C’è un altro aspetto: la Tessera consente di fidelizzare i tifosi e, se i club hanno spirito di iniziativa, possono nascere tanti vantaggi per loro».
Sembra che alcuni club non la pensino come lei: il presidente del Palermo Zamparini ritiene la direttiva «da fascismo», l’a.d. del Catania Lo Monaco la attacca sui tifosi che subiscono un «daspo», Marotta della Samp parla di «investimenti strutturali e certezza delle pene ».
«Marotta è un amico, è di Varese come me. E deve capire che noi agiamo sul fronte della prevenzione. Al Catania dico che è tutto a posto: non c’è preclusione una volta terminato il "daspo". Agli insulti di Zamparini non rispondo, di solito lo faccio con gli avvocati;ma, prima di dire cose strampalate, sarebbe meglio che si rilassasse, prendesse una camomilla e, magari, se parla di fascismo, leggesse qualche libro di storia in più».
Lei non va oltre il 31 dicembre?
«No, e non accetto intimidazioni. Chi non si adegua subirà le restrizioni annunciate, concordate coi prefetti. E’ un malvezzo degli italiani arrivare alla scadenza delle cose e poi chiedere le proroghe. La Tessera è un sistema di buon senso, una vittoria del tifoso vero, del non violento. La direttiva va in vigore».
Lei è disposto a discutere coi club che non sono d’accordo?
«Il tavolo è sempre aperto. Il dialogo è nel mio dna. Ma le voglio premettere una cosa: quando ho incontrato i club di A e B, un solo presidente, e non dico per correttezza quale, si è alzato per dire che era perplesso. Non era quello del Palermo. Anzi, mi hanno invitato a imporre la direttiva. Io sono pronto ad aiutare le società che, per difficoltà reali, non riescono a mettersi in regola. Ma, sia chiaro, niente "no" pregiudiziali. Il mondo del calcio deve fare un po’ di autocritica».
E un incontro coi tifosi che il 5 settembre protesteranno a Roma?
«Perché no? Basta che non mi mettano a ferro e fuoco ilViminale. La protesta contro la Tessera è irragionevole e immotivata. Sono anche disposto a parlare degli striscioni, se si adotta un codice etico che rende superflue le restrizioni. Io sono un tifoso, anzi un fazioso, come diceva Peppino Prisco, ma amo il buon senso e il percorso di legalità è fondamentale ».
Come sono i rapporti tra club e tifosi, c’è tanta connivenza?
«Sono migliorati. Nel ’94 ero ministro e ce n’era tanta, coi biglietti nominativi il miglioramento è stato netto».
Negli autogrill si gioca una battaglia importante: la guerra tra tifosi e forze dell’ordine rischia di inasprirsi. Cosa intende fare?
«Aumentare i controlli, affidandoli alla polizia che ha competenza, senza ricorrere all’esercito. Io non ho timore di esser visto come il cattivo, ma vorrei che i presidenti che gettano benzina sul fuoco la smettessero con queste dichiarazioni guerrafondaie. Spero sia tutta colpa del caldo estivo. Vorrei aggiungere: non mi si parli di problema economico, la Tessera non impoverisce i club, che fanno fior di contratti ai calciatori e non vogliono spendere per la sicurezza».
Come va con gli steward?
«Bene, sono più di 10 mila. L’esperienza è buona e va avanti».
Chiudiamo col Milan, la sua squadra del cuore, che, peraltro, qualche problema con gli ultrà ce l’ha. Come la vede?
«Sulla Tessera ho ricevuto adesione e collaborazione da Galliani e sostegno dal presidente. Sulla squadra sono un po’ preoccupato e non solo perché ha vinto il "Berlusconi". Il presidente, che è anche capo del governo, non fa altro che rassicurarmi e, quando lo fa, spesso vuol dire che si rende conto che il momento è difficile. Sa che farei? Richiamerei Arrigo Sacchi, come consigliere: uno come lui serve».
La Scheda - Progetto del 2008, Una per tutti gli stadi
La tessera venne presentata il 27 maggio 2008 dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Viminale. È uno strumento di «fidelizzazione», che permetterà di accedere allo stadio attraverso corsie preferenziali ai tornelli. Ogni tifoso, non sottoposto a Daspo e senza recenti precedenti per fatti violenti, potrà richiederla al club, e riceverla dopo l’autorizzazione della Questura. Con una tessera si può entrare in qualsiasi stadio.
(Fonte Gazzetta dello Sport - Articolo di FRANCESCO VELLUZZI)
L'intervista - Il ministro dell’Interno pone un ultimatum e risponde ai presidenti che lo criticano
Ora parla lui. A tre giorni dall’inizio del campionato e dopo le polemiche innescate dalla direttiva sulla Tessera del tifoso, il ministro dell’Interno RobertoMaroni spiega tutto sul suo ultimatum (31 dicembre) e risponde, piccato, ai club che lo attaccano.
Ministro, è arrivato il momento di chiarire: chi è il padre della Tessera del tifoso e perché lei è così convinto che sia la condizione per eliminare la violenza negli stadi?
«Il padre è il capo della polizia Manganelli. Io ho trovato la "pratica" e l’ho portata avanti con convinzione, perché, dopo la morte di Raciti, è il completamento di una serie di misure di maggior controllo per ridurre la violenza negli stadi. I dati dimostrano che le misure coercitive sono efficaci. C’è stato un calo di feriti tra i civili, di fermati, una riduzione dei poliziotti impiegati, che significa risparmio per il contribuente. C’è un altro aspetto: la Tessera consente di fidelizzare i tifosi e, se i club hanno spirito di iniziativa, possono nascere tanti vantaggi per loro».
Sembra che alcuni club non la pensino come lei: il presidente del Palermo Zamparini ritiene la direttiva «da fascismo», l’a.d. del Catania Lo Monaco la attacca sui tifosi che subiscono un «daspo», Marotta della Samp parla di «investimenti strutturali e certezza delle pene ».
«Marotta è un amico, è di Varese come me. E deve capire che noi agiamo sul fronte della prevenzione. Al Catania dico che è tutto a posto: non c’è preclusione una volta terminato il "daspo". Agli insulti di Zamparini non rispondo, di solito lo faccio con gli avvocati;ma, prima di dire cose strampalate, sarebbe meglio che si rilassasse, prendesse una camomilla e, magari, se parla di fascismo, leggesse qualche libro di storia in più».
Lei non va oltre il 31 dicembre?
«No, e non accetto intimidazioni. Chi non si adegua subirà le restrizioni annunciate, concordate coi prefetti. E’ un malvezzo degli italiani arrivare alla scadenza delle cose e poi chiedere le proroghe. La Tessera è un sistema di buon senso, una vittoria del tifoso vero, del non violento. La direttiva va in vigore».
Lei è disposto a discutere coi club che non sono d’accordo?
«Il tavolo è sempre aperto. Il dialogo è nel mio dna. Ma le voglio premettere una cosa: quando ho incontrato i club di A e B, un solo presidente, e non dico per correttezza quale, si è alzato per dire che era perplesso. Non era quello del Palermo. Anzi, mi hanno invitato a imporre la direttiva. Io sono pronto ad aiutare le società che, per difficoltà reali, non riescono a mettersi in regola. Ma, sia chiaro, niente "no" pregiudiziali. Il mondo del calcio deve fare un po’ di autocritica».
E un incontro coi tifosi che il 5 settembre protesteranno a Roma?
«Perché no? Basta che non mi mettano a ferro e fuoco ilViminale. La protesta contro la Tessera è irragionevole e immotivata. Sono anche disposto a parlare degli striscioni, se si adotta un codice etico che rende superflue le restrizioni. Io sono un tifoso, anzi un fazioso, come diceva Peppino Prisco, ma amo il buon senso e il percorso di legalità è fondamentale ».
Come sono i rapporti tra club e tifosi, c’è tanta connivenza?
«Sono migliorati. Nel ’94 ero ministro e ce n’era tanta, coi biglietti nominativi il miglioramento è stato netto».
Negli autogrill si gioca una battaglia importante: la guerra tra tifosi e forze dell’ordine rischia di inasprirsi. Cosa intende fare?
«Aumentare i controlli, affidandoli alla polizia che ha competenza, senza ricorrere all’esercito. Io non ho timore di esser visto come il cattivo, ma vorrei che i presidenti che gettano benzina sul fuoco la smettessero con queste dichiarazioni guerrafondaie. Spero sia tutta colpa del caldo estivo. Vorrei aggiungere: non mi si parli di problema economico, la Tessera non impoverisce i club, che fanno fior di contratti ai calciatori e non vogliono spendere per la sicurezza».
Come va con gli steward?
«Bene, sono più di 10 mila. L’esperienza è buona e va avanti».
Chiudiamo col Milan, la sua squadra del cuore, che, peraltro, qualche problema con gli ultrà ce l’ha. Come la vede?
«Sulla Tessera ho ricevuto adesione e collaborazione da Galliani e sostegno dal presidente. Sulla squadra sono un po’ preoccupato e non solo perché ha vinto il "Berlusconi". Il presidente, che è anche capo del governo, non fa altro che rassicurarmi e, quando lo fa, spesso vuol dire che si rende conto che il momento è difficile. Sa che farei? Richiamerei Arrigo Sacchi, come consigliere: uno come lui serve».
La Scheda - Progetto del 2008, Una per tutti gli stadi
La tessera venne presentata il 27 maggio 2008 dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Viminale. È uno strumento di «fidelizzazione», che permetterà di accedere allo stadio attraverso corsie preferenziali ai tornelli. Ogni tifoso, non sottoposto a Daspo e senza recenti precedenti per fatti violenti, potrà richiederla al club, e riceverla dopo l’autorizzazione della Questura. Con una tessera si può entrare in qualsiasi stadio.
(Fonte Gazzetta dello Sport - Articolo di FRANCESCO VELLUZZI)
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TifoAndria- Admin

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Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
non mi piace affatto....parole e parole ch evanno al vento....le risposte sono tutte superficiali e fuorvianti....il ministro maroni non è corretto...
cosa significa la tessera non sara rilasciata a chi ha avuto problemi recenti con la violenza o è stato sottoposto a daspo???? il ministro maroni non è indagato? quindi anche lui non potrebbe usufruire della tessera?!?!
e poi cosa è tutta questa fretta....e questo accanimento...sembra che questo sia il problema principale per l'ordine pubblico in italia... che schifo!
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO!!!
cosa significa la tessera non sara rilasciata a chi ha avuto problemi recenti con la violenza o è stato sottoposto a daspo???? il ministro maroni non è indagato? quindi anche lui non potrebbe usufruire della tessera?!?!
e poi cosa è tutta questa fretta....e questo accanimento...sembra che questo sia il problema principale per l'ordine pubblico in italia... che schifo!
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO!!!

NETIUM- Cannoniere

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Località: ANDRIA
Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
non c’è preclusione una volta terminato il "daspo".
significa k ki ha terminato la pena potrà cmq fare la tessera del tifoso????
significa k ki ha terminato la pena potrà cmq fare la tessera del tifoso????

andria forever- Navigatore

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Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
LO HAI VISTO TRAMUTATO IN LEGGE O DECRETO?
POSSONO DIRE QUANTE CAZZATE VOGLIONO, SUL SITO DELL'OSSERVATORIO NON SPECIFICA CHE CAZZO è LA TESSERA XK NON CITA L'ARTICOLO 9.
E POI PURE SE FOSSE E' PUR SEMPRE UNO STRUMENTO LIBERTICIDA, IO SONO NATO LIBERO E LA MIA LIBERTA' NON PUO' NEGARLA NESSUNO.
MARONI PEZZO DI MERDA
N O A L L A T E S S E R A D E L T I F O S O ! ! !
POSSONO DIRE QUANTE CAZZATE VOGLIONO, SUL SITO DELL'OSSERVATORIO NON SPECIFICA CHE CAZZO è LA TESSERA XK NON CITA L'ARTICOLO 9.
E POI PURE SE FOSSE E' PUR SEMPRE UNO STRUMENTO LIBERTICIDA, IO SONO NATO LIBERO E LA MIA LIBERTA' NON PUO' NEGARLA NESSUNO.
MARONI PEZZO DI MERDA
N O A L L A T E S S E R A D E L T I F O S O ! ! !
riferimentoCASUALEandria- Navigatore

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Data d'iscrizione: 20.06.08
Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
AVVERSARIO - I Boys Parma chiedono alla società di dire no alla tessera del tifoso
lunedì 17 agosto 2009
Trasferte vietate per chi non sarà in possesso della tessera del tifoso: questa l'ultimatum del ministro dell'Interno Maroni ai club "trasgressori" attraverso una direttiva a prefetti e questori firmata a Ferragosto. Con le nuove disposizioni, le società di serie A, B e Lega Pro dovranno garantire il rilascio della tessera del tifoso a chiunque la richiederà ed entro fine anno negli stadi dovranno essere predisposte delle "corsie dedicate" per i possessori della card.
Dal 1 gennaio, le società potranno vendere biglietti riservati ai settori ospiti esclusivamente ai possessori della tessera e potranno accettare la sottoscrizione di un abbonamento solo da chi ne è in possesso. Diversi rappresentanti di gruppi ultrà hanno organizzato una manifestazione a Roma il prossimo 5 settembre, allo stadio Olimpico.
I Boys del Parma, sul loro sito, hanno pubblicato un documento attraverso cui si invitano le società calcistiche ad opporsi al provvedimento almeno fino a quando non sarà modificato l'art.9 della legge Amato. Questo il testo pubblicato sul sito dei Boys:
"Al fine di spronare tutte le società calcistiche a non sottoscrivere la 'Tessera del Tifoso' e ad opporvisi, finché questa sarà concepita come strumento di repressione di massa, consigliamo tutti i Gruppi ultras e tutti i club di tifosi d'inoltrare ai dirigenti delle rispettive società due documenti redatti dagli avvocati Adami e Contucci, e messi a disposizione dei tifosi di tutt'Italia. Il primo analizza la 'Tessera del Tifoso' evidenziandone le specifiche criticità; il secondo formalizza una proposta alla società che ne è destinataria: a non sottoscrivere e ad opporsi alla "Tessera del Tifoso", fino a quando non sarà modificato l'art. 9 delle Legge Amato (41/07). Per quanto riguarda il nostro Gruppo e la nostra città: a metà luglio abbiamo consegnato questi documenti al Parma Fc. Se la cosa sarà ripetuta da tutti i Gruppi, in tutto il Paese, il messaggio aumenterà la propria forza. Per questo invitiamo tutti a partecipare e a diffondere i documenti in oggetto". "Seppur MAI applicato, e disatteso anche dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, l'art. 9 della Legge Amato inibisce la vendita dei tagliandi per lo stadio a tutti coloro che sono stati destinatari di un Daspo (divieto d'accesso alle manifestazioni sportive), trasformando ogni "diffida" in "diffida a vita". Il Daspo è una misura restrittiva (adottata dal Questore) a scopo preventivo, e non può essere equiparato in alcun modo ad una condanna (tanto meno definitiva), anche perché non necessita di alcun processo. Trasformare ogni Daspo (un provvedimento già di per sé lesivo dei diritti civili della persona, che si vede privata della libertà direttamente dalla Polizia) in Daspo a vita, significa portare l'abuso alla massima potenza.
Nel nostro Paese ci sono pregiudicati (condannati in via definitiva) che siedono in Parlamento e che fanno, addirittura, i ministri. Che per entrare allo stadio servano requisiti maggiori che per sedere nel Consiglio dei Ministri? No, anche perché non potrebbero più venire alla partita troppi potenti. E infatti, stando all'art. 9 della Legge Amato, allo stadio possono entrare tutti coloro che sono stati condannati in via definitiva: anche terroristi, mafiosi, pedofili e stupratori. Ma non chi ha commesso reati connessi al tifo (anche se ha interamente scontato la pena), e neppure chi ha ricevuto una diffida (anche quando fosse stato assolto al processo che talvolta segue il daspo). Molti ritengono che la "Tessera del Tifoso" serva proprio ad applicare questo articolo. Anche perché il suo rilascio si fonda sull'autorizzazione preventiva della Questura. Non è uno scherzo: per andare in un luogo pubblico (com'è ancora lo stadio) bisognerà chiedere il permesso alla Polizia. Questa Tessera non ha niente del Tifoso".
(Gazzettadiparma.it)
lunedì 17 agosto 2009
Trasferte vietate per chi non sarà in possesso della tessera del tifoso: questa l'ultimatum del ministro dell'Interno Maroni ai club "trasgressori" attraverso una direttiva a prefetti e questori firmata a Ferragosto. Con le nuove disposizioni, le società di serie A, B e Lega Pro dovranno garantire il rilascio della tessera del tifoso a chiunque la richiederà ed entro fine anno negli stadi dovranno essere predisposte delle "corsie dedicate" per i possessori della card.
Dal 1 gennaio, le società potranno vendere biglietti riservati ai settori ospiti esclusivamente ai possessori della tessera e potranno accettare la sottoscrizione di un abbonamento solo da chi ne è in possesso. Diversi rappresentanti di gruppi ultrà hanno organizzato una manifestazione a Roma il prossimo 5 settembre, allo stadio Olimpico.
I Boys del Parma, sul loro sito, hanno pubblicato un documento attraverso cui si invitano le società calcistiche ad opporsi al provvedimento almeno fino a quando non sarà modificato l'art.9 della legge Amato. Questo il testo pubblicato sul sito dei Boys:
"Al fine di spronare tutte le società calcistiche a non sottoscrivere la 'Tessera del Tifoso' e ad opporvisi, finché questa sarà concepita come strumento di repressione di massa, consigliamo tutti i Gruppi ultras e tutti i club di tifosi d'inoltrare ai dirigenti delle rispettive società due documenti redatti dagli avvocati Adami e Contucci, e messi a disposizione dei tifosi di tutt'Italia. Il primo analizza la 'Tessera del Tifoso' evidenziandone le specifiche criticità; il secondo formalizza una proposta alla società che ne è destinataria: a non sottoscrivere e ad opporsi alla "Tessera del Tifoso", fino a quando non sarà modificato l'art. 9 delle Legge Amato (41/07). Per quanto riguarda il nostro Gruppo e la nostra città: a metà luglio abbiamo consegnato questi documenti al Parma Fc. Se la cosa sarà ripetuta da tutti i Gruppi, in tutto il Paese, il messaggio aumenterà la propria forza. Per questo invitiamo tutti a partecipare e a diffondere i documenti in oggetto". "Seppur MAI applicato, e disatteso anche dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, l'art. 9 della Legge Amato inibisce la vendita dei tagliandi per lo stadio a tutti coloro che sono stati destinatari di un Daspo (divieto d'accesso alle manifestazioni sportive), trasformando ogni "diffida" in "diffida a vita". Il Daspo è una misura restrittiva (adottata dal Questore) a scopo preventivo, e non può essere equiparato in alcun modo ad una condanna (tanto meno definitiva), anche perché non necessita di alcun processo. Trasformare ogni Daspo (un provvedimento già di per sé lesivo dei diritti civili della persona, che si vede privata della libertà direttamente dalla Polizia) in Daspo a vita, significa portare l'abuso alla massima potenza.
Nel nostro Paese ci sono pregiudicati (condannati in via definitiva) che siedono in Parlamento e che fanno, addirittura, i ministri. Che per entrare allo stadio servano requisiti maggiori che per sedere nel Consiglio dei Ministri? No, anche perché non potrebbero più venire alla partita troppi potenti. E infatti, stando all'art. 9 della Legge Amato, allo stadio possono entrare tutti coloro che sono stati condannati in via definitiva: anche terroristi, mafiosi, pedofili e stupratori. Ma non chi ha commesso reati connessi al tifo (anche se ha interamente scontato la pena), e neppure chi ha ricevuto una diffida (anche quando fosse stato assolto al processo che talvolta segue il daspo). Molti ritengono che la "Tessera del Tifoso" serva proprio ad applicare questo articolo. Anche perché il suo rilascio si fonda sull'autorizzazione preventiva della Questura. Non è uno scherzo: per andare in un luogo pubblico (com'è ancora lo stadio) bisognerà chiedere il permesso alla Polizia. Questa Tessera non ha niente del Tifoso".
(Gazzettadiparma.it)

NETIUM- Cannoniere

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Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
andria forever ha scritto:non c’è preclusione una volta terminato il "daspo".
significa k ki ha terminato la pena potrà cmq fare la tessera del tifoso????
si puo fare la tessera
fino a ieri era stata interpretata al contrario la legge
ma ora visto che si stanno preparando proteste maroni come per incanto ha cambiato la legge
quindi :
CHI HA SCONTATO IL DASPO PUO ANDARE ALLO STADIO

salinar- Capitano

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Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
salinar ha scritto:andria forever ha scritto:non c’è preclusione una volta terminato il "daspo".
significa k ki ha terminato la pena potrà cmq fare la tessera del tifoso????
si puo fare la tessera
fino a ieri era stata interpretata al contrario la legge
ma ora visto che si stanno preparando proteste maroni come per incanto ha cambiato la legge
quindi :
CHI HA SCONTATO IL DASPO PUO ANDARE ALLO STADIO
dove l'hai letta questa notizia????

NETIUM- Cannoniere

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Località: ANDRIA
Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
leggi l intervista di maroni
quel pezzo di cane lo ha specificato solo ieri
quel pezzo di cane lo ha specificato solo ieri

salinar- Capitano

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Età: 29
Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
si sta facendo una grande confusione su sta tessera del tifoso!
Non si riesce a capire a chi sarà vietato l'accesso allo stadio....
oggi ho letto sulla gazzetta dello sport che sarà vietato l'ingresso negli stadi a gente condannata per reati compiuti sulle gradinate nell'ultimo quinquennio o a chi è sottoposto a Daspo
Non si riesce a capire a chi sarà vietato l'accesso allo stadio....
oggi ho letto sulla gazzetta dello sport che sarà vietato l'ingresso negli stadi a gente condannata per reati compiuti sulle gradinate nell'ultimo quinquennio o a chi è sottoposto a Daspo

In The Main- Capitano

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Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
Tessera del tifoso e doveri dei club
La Tessera del tifoso sembra un tormentone di fine estate dove la politica e il calcio, che non si sono mai troppo amati, trovano modo di litigare in attesa che il campionato spazzi via ogni pensiero. Ma non è così. Ci troviamo di fronte, invece, ad un piccolo ma importante passo per la ricostruzione dell’immagine del nostro calcio. Sanno proprietari e amministratori dei club che ormai non si può prescindere dall’avere bilanci sani, ingaggi dei giocatori più ragionevoli, stadi nuovi, accoglienti e polifunzionali. Tutto questo risulterà però vano se il motore passionale (e non solo) di questo sport e cioè i tifosi non si riavvicineranno al giocattolo sapendo prima di tutto di poter andare a vedere una partita senza rischiare l’incolumità personale. Si può forse discutere sulla procedura perentoria adottata dal ministro degli Interni Maroni, ma non sull’obiettivo che questa card si prefigge: quello di vietare l’ingresso negli stadi a gente condannata per reati compiuti sulle gradinate nell’ultimo quinquennio o a chi è sottoposto al provvedimento di Daspo, lamisura di prevenzione che vieta temporaneamente le manifestazioni sportive a persone «pericolose per l’ordine e la sicurezza». Questi ultimi oggi sono 4182. La misura del governo tende in particolare a rendere più sicure le trasferte, sulla via delle quali si sono consumate molte tragedie. L’ultima in ordine di tempo quella di Gabriele Sandri. Dal primo gennaio i supporter senza «Tessera del tifoso» non potranno più seguire lontano da casa la loro squadra. Il ministro Maroni, proprio ieri in un’intervista alla Gazzetta, ha ribadito che, nonostante le polemiche, andrà avanti senza farsi intimidire. Sanzioni per i club che non saranno in regola dal primo gennaio 2010. Le società di A e B mugugnano, traccheggiano. Inter, Milan e Juve sono le uniche (anche se con velocità diverse) ad aver fatto qualcosa. Dal fronte del no più intransigente si sono levate parole forti come «sistema poliziesco di stampo fascista», «schedatura», «repressione». Ora speriamo che dalla riunione della Lega prevista per martedì prossimo esca una posizione unitaria e di buon senso. Essere poco chiari o ancora recalcitranti rischierebbe di dare inconsapevolmente fiato e sponda a chi questa «Tessera del tifoso» la osteggia a priori, e cioè gli ultrà che per il 5 di settembre hanno organizzato una protesta a Roma. Né crediamo che il tema economico (ogni card costerebbe ai club dai 5 ai 7 euro) possa essere così rilevante da giustificare un rifiuto. Piuttosto, appoggiando l’iniziativa del Viminale i presidenti chiedano che si lavori più concretamente anche su temi paralleli ma altrettanto importanti come la certezza della pena per chi commette reati nell’ambito di una partita di calcio. Questa «Tessera del tifoso» certo non sarà la cura a tutti i mali del calcio ma è una goccia per riempire un bicchiere, quello della legalità e della sicurezza, ancora mezzo vuoto.
(Fonte Gazzetta dello Sport - Articolo di GIANNI VALENTI)
La Tessera del tifoso sembra un tormentone di fine estate dove la politica e il calcio, che non si sono mai troppo amati, trovano modo di litigare in attesa che il campionato spazzi via ogni pensiero. Ma non è così. Ci troviamo di fronte, invece, ad un piccolo ma importante passo per la ricostruzione dell’immagine del nostro calcio. Sanno proprietari e amministratori dei club che ormai non si può prescindere dall’avere bilanci sani, ingaggi dei giocatori più ragionevoli, stadi nuovi, accoglienti e polifunzionali. Tutto questo risulterà però vano se il motore passionale (e non solo) di questo sport e cioè i tifosi non si riavvicineranno al giocattolo sapendo prima di tutto di poter andare a vedere una partita senza rischiare l’incolumità personale. Si può forse discutere sulla procedura perentoria adottata dal ministro degli Interni Maroni, ma non sull’obiettivo che questa card si prefigge: quello di vietare l’ingresso negli stadi a gente condannata per reati compiuti sulle gradinate nell’ultimo quinquennio o a chi è sottoposto al provvedimento di Daspo, lamisura di prevenzione che vieta temporaneamente le manifestazioni sportive a persone «pericolose per l’ordine e la sicurezza». Questi ultimi oggi sono 4182. La misura del governo tende in particolare a rendere più sicure le trasferte, sulla via delle quali si sono consumate molte tragedie. L’ultima in ordine di tempo quella di Gabriele Sandri. Dal primo gennaio i supporter senza «Tessera del tifoso» non potranno più seguire lontano da casa la loro squadra. Il ministro Maroni, proprio ieri in un’intervista alla Gazzetta, ha ribadito che, nonostante le polemiche, andrà avanti senza farsi intimidire. Sanzioni per i club che non saranno in regola dal primo gennaio 2010. Le società di A e B mugugnano, traccheggiano. Inter, Milan e Juve sono le uniche (anche se con velocità diverse) ad aver fatto qualcosa. Dal fronte del no più intransigente si sono levate parole forti come «sistema poliziesco di stampo fascista», «schedatura», «repressione». Ora speriamo che dalla riunione della Lega prevista per martedì prossimo esca una posizione unitaria e di buon senso. Essere poco chiari o ancora recalcitranti rischierebbe di dare inconsapevolmente fiato e sponda a chi questa «Tessera del tifoso» la osteggia a priori, e cioè gli ultrà che per il 5 di settembre hanno organizzato una protesta a Roma. Né crediamo che il tema economico (ogni card costerebbe ai club dai 5 ai 7 euro) possa essere così rilevante da giustificare un rifiuto. Piuttosto, appoggiando l’iniziativa del Viminale i presidenti chiedano che si lavori più concretamente anche su temi paralleli ma altrettanto importanti come la certezza della pena per chi commette reati nell’ambito di una partita di calcio. Questa «Tessera del tifoso» certo non sarà la cura a tutti i mali del calcio ma è una goccia per riempire un bicchiere, quello della legalità e della sicurezza, ancora mezzo vuoto.
(Fonte Gazzetta dello Sport - Articolo di GIANNI VALENTI)
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TifoAndria- Admin

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Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
maroni ha stabilito che chi ha scontato il daspo puo andare allo stadio
allora mio padre lo ha scontato ma e' successo nell ultimo quinquiennio...
allora come si fa?
non si capisce niente!!
allora mio padre lo ha scontato ma e' successo nell ultimo quinquiennio...
allora come si fa?
non si capisce niente!!

salinar- Capitano

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Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
MARONI SEI UN'INFAME.........LE TESSERA DEL TIFOSO E' UN'ABUSO COSTITUZIONALE........SCHEDATECI ANCHE PER ANDARE AL CINEMA, A CAGARE O A SCOPARE.........MARONI PEZZO DI MERDA.......NOALLATESSERADELTIFOSO...................ULTRAS LIBERI......DI ESSERLO......!!!!!!!!!!!!!!!!
gò iandr gò- Timoniere

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Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
ah dice il ministro: "dopo la morte di Raciti..."
che ne dice ministro della morte di gabbo sandri???
inventiamo lla tessera del poliziotto anche???
e non ci avrete mai come volete voi..........ale ale ale ooo.......

che ne dice ministro della morte di gabbo sandri???
inventiamo lla tessera del poliziotto anche???
e non ci avrete mai come volete voi..........ale ale ale ooo.......

ciobb'à- Cannoniere

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Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
salinar ha scritto:maroni ha stabilito che chi ha scontato il daspo puo andare allo stadio
allora mio padre lo ha scontato ma e' successo nell ultimo quinquiennio...
allora come si fa?
non si capisce niente!!
scusate, ma voi vi fidate di quello che un politico dice ad un giornalista???
sono due categorie di cui non mi fido assolutamente!
io sono come San Tommaso: c nan vait, nan krait (nel senso che, se non leggo il decreto di attuazione della legge, non credo alle cazzate che si possono dire in un'intervista)!

bender- Capitano

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Re: TESSERA DEL TIFOSO: PARLA IL MINISTRO MARONI
sta bein a bender...parole sacrosantebender ha scritto:salinar ha scritto:maroni ha stabilito che chi ha scontato il daspo puo andare allo stadio
allora mio padre lo ha scontato ma e' successo nell ultimo quinquiennio...
allora come si fa?
non si capisce niente!!
scusate, ma voi vi fidate di quello che un politico dice ad un giornalista???
sono due categorie di cui non mi fido assolutamente!
io sono come San Tommaso: c nan vait, nan krait (nel senso che, se non leggo il decreto di attuazione della legge, non credo alle cazzate che si possono dire in un'intervista)!
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chi si accontenta gode, chi gode non si accontenta maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

dj_miki- Admin

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