Lega Pro 2010-11: le società in crisi

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Lega Pro 2010-11: le società in crisi

Messaggio  In The Main il Ven Giu 11, 2010 9:44 am

Ho pensato di aprire questo topic per parlare di tutte le società di Lega Pro in difficoltà in questa bollente estate.

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Re: Lega Pro 2010-11: le società in crisi

Messaggio  In The Main il Ven Giu 11, 2010 9:51 am

Un pool di sponsor per salvare il Foggia
Imprese e professionisti insieme per rilevare il cl
ub.

Fonte: La Gazzetta dl Mezzogiorno - tuttolegapro.com

Accelerare i tempi per la nascita del "pool" Foggia, ovvero un cartello di imprese e professionisti che aderiscono ad un progetto per rilevare la società che sarà poi gestita da un amministratore e da un direttore sportivo. Chi adedisce al "pool", salvo ripensamenti, non avrà cariche sociali. Insomma, tifosi azionisti e nulla di più.

E’ una delle ipotesi discusse anche mercoledì nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato anche i soci che hanno deciso di mollare il Foggia dopo questo ciclo di cinque anni.

Da quello che si è capito al momento i soggetti che avrebbero aderito "moralmente" al progetto "pool" - fino a quando non ci sono i versamenti delle quote va preso tutto con il beneficio di inventario - sarebbero tredici ma già ieri si parlava di diciotto adesioni. I promotori dell’iniziativa hanno fatto capire che non si vuole escludere nessuno e che di conseguenza il progetto è aperto a tutti senza alcun pregiudizio. E’ un passaggio importante perché le incomprensioni sono facili da coltivare e spesso scatenano polemiche anche pretestuose che non hanno alcun fondamento.

Il presidente dimissionario Tullio Capobianco è tra i sostenitori del "pool" di imprese e professionisti senza con questo rivendicare alcun collegamento con il passato. Ma il passato c’è ed è una debitoria ammessa dagli stessi soci uscenti che, dicono, è tuttavia facilmente ripianabile prima di tutto con il valore del titolo sportivo (una cosa è ricominciare dalla prima divisione, altra cosa dalla seconda divisione o dalla serie D) e poi con la cessione di alcuni giocatori attualmente in rosa richiesti dal mercato (su tutti svetta il difensore centrale Burzigotti) ed il perfezionamento delle contropartite per le cessioni di elementi di prestigio, a cominciare dal cileno Salgado che in caso di promozione in serie A con il Torino vedrebbe sensibilmente aumentate le proprie quotazioni (al momento la metà del suo cartellino vale 220 mila euro), mentre in Lega - ma sono elementi che vanno confermati - ci sarebbero i "bonus" di Velardi (ceduto al Palermo) e di Coletti (ceduto al Pescara).

Gli altri contratti sono relativamente più difficili da risolvere: da quello del biennale per il portiere Milan e poi i giocatori ancora sotto contratto come Liccardi, Matteoli, Agostinone e Posillipo. Ma attenzione, non si tratta di "ostacoli" insormontabili. E’ chiaro che prima si fa meglio è, anche per lavorare sui tempi burocratici e allestire un pro getto tecnico.

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Re: Lega Pro 2010-11: le società in crisi

Messaggio  In The Main il Ven Giu 11, 2010 5:41 pm

Gallipoli, la 1^ Divisione è una chimera

A sottoscrivere l’atto costitutivo presso lo studio del notaio Roberto Vinci nella tarda serata di mercoledì sono stati Francesco Maria Errico, Jose Buccarella, Roberto Cataldi, Francesco Natali, Giorgio Della Ducata, Davide Di Girolamo, Sergio Mello, Giuseppe Trani ed Attilio Caputo. Quest’ultimo ha assunto la carica di presidente del comitato provvisorio dei soci fondatori, che si è già attivato per cercare di allargare la base dell’associazione, con l’intento di ottenere l’adesione di un numero crescente di appassionati, di sportivi e di tifosi.

Entro 30 giorni dalla data di costituzione, verrà convocata l’assemblea di tutti coloro che saranno entrati a fare parte dellassociazione «Il mio Gallipoli» e si procederà alla distribuzione delle cariche. Nell’immediato, la vera scommessa è quella di fare crescere notevolmente la base sociale, anche per dare un segnale forte dell’attaccamento dei gallipolini alla propria squadra di calcio.

Appare oramai chiaro che non è pensabile di riuscire a salvare il titolo di Prima divisione con un fallimento pilotato e pertanto si dovrà presumibilmente mirare ad ottenere un posto in una categoria dilettantistica che, organi federali permettendo, verrà scelta sulla base delle risorse reperite.

fonte: la gazzetta del mezzogiorno - tuttolegapro.com

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Re: Lega Pro 2010-11: le società in crisi

Messaggio  androide il Ven Giu 11, 2010 7:08 pm

Lega Pro, a rischio parecchie società. Tutte le scadenza

Fonte: messinasportiva
Il Perugia si appresta a dire addio alla Prima Divisione: l'asta per l'acquisto del club è andata deserta. Potrebbero andare incontro ad un analogo destino anche altri club, alle prese con varie difficoltà. Entro il 25 giugno occorre dimostrare di aver pagato stipendi e contributi sino al 30 aprile. Il 30 è il termine ultimo per gli adempimenti. Il 7 luglio la Figc annuncerà la lista delle società escluse.

Terremoto in Lega Pro. Circa venti i club in grossa difficoltà per quella che si annuncia come l'ennesima estate torrida, l'ultima per quanto concerne il capitolo ripescaggi, dato l'orientamento da parte della Federazione a bloccarli sin dal 2011 al fine di snellire i campionati. Tra le big che saranno quasi certamente costrette a ripartire dalla Serie D c'è il Perugia . Nessuna offerta è stata infatti presentata per l'acquisto del club umbro, che il tribunale aveva dichiarato fallito. Amaro il commento del sindaco Wladimiro Boccali. "Nessuno dunque poteva o voleva salvare il Perugia - si legge in una nota diffusa dal Comune -. Dobbiamo purtroppo prendere atto che al grande dispendio di parole, proclami, promesse andate in scena nei giorni scorsi, non corrispondeva nessuna voglia, o capacità, di spendere un euro". In Prima Divisione tremano anche le neoretrocesse Mantova, Gallipoli e Salernitana, oltre a Foggia, Alessandria, Cavese, Figline, Foligno , Juve Stabia, Pergocrema e Rimini . Per la Seconda Divisione, per la quale esaminiamo a parte la situazione del Milazzo, spiccano Catanzaro, Potenza e Manfredonia.

Il Comunicato del 7 giugno, diramato dalla Lega Pro, precisa che l'iscrizione ai campionati 2010-2011 avverrà contestualmente alla concessione della Licenza Nazionale.

1) DISCIPLINA DEGLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E FINANZIARI

La disciplina degli adempimenti amministrativi e finanziari cui le società sono tenute ad attenersi ai fini della predisposizione e del deposito della documentazione per la concessione della Licenza Nazionale e contestuale l'iscrizione ai Campionati di competenza, è annualmente stabilita dai competenti Organi Federali e di Lega.

La Lega, per la stagione sportiva 2010/2011, ha emanato le seguenti normative:

A) Per la concessione della Licenza Nazionale e contestuale iscrizione ai Campionati di 1a e 2a Divisione tutte le società devono avere ottemperato preliminarmente agli adempimenti previsti in attuazione degli artt. 10, 11 e 12 della Legge 23.3.1981 n. 91 ed in particolare, per quanto attiene alla parte economico-finanziaria, alle disposizioni di cui al Com. Uff. n.117/A della F.I.G.C. del 25 Maggio 2010, riportato nel C.U. n. 168/L del 28 Maggio 2010 di questa Lega.

Ogni Società dovrà far pervenire:

a) entro il termine del 25 Giugno 2010 la documentazione richiesta al successivo punto 3) del presente Comunicato (dichiarazioni liberatorie);

b) entro il termine del 30 Giugno 2010, oltre al versamento delle quote ed al deposito delle dichiarazioni specificate successivamente al punto 2) del presente comunicato, garanzia bancaria a prima richiesta a favore della "Lega Italiana Calcio Professionistico", per i seguenti importi:

Campionato - 1a Divisione € 400.000,00.=

Campionato - 2a Divisione € 200.000,00.=

Si precisa che non potrà farsi luogo, per quanto riguarda detta garanzia, ad operazioni di compensazione con eventuali utili esistenti presso la Lega né con imputazione a crediti della campagna trasferimenti o ad altri crediti comunque vantati a qualsivoglia titolo.

B) Le garanzie bancarie richieste per l'iscrizione al Campionato dovranno essere rilasciate nell'interesse delle società, fermo restando che l'eventuale escussione non potrà mai realizzare indebitamento della società verso la banca garante.

C) La garanzia di cui al punto b) deve esplicare efficacia fino a tutto il 31 Agosto 2011 e deve essere redatta dall'Istituto bancario su propria carta intestata esclusivamente nella forma prevista dal fac-simile in quanto le pattuizioni contrattuali ivi previste sono essenziali ed inderogabili.

D) Le garanzie rilasciate a fronte degli oneri derivanti da impegni per l'acquisizione dei diritti alle prestazioni dei calciatori (cessioni di contratto, trasferimenti giovani di serie, ecc.) devono esplicare efficacia a tutto il 30 Aprile 2011 - e fino al 30 Aprile 2012 in caso di operazioni con pagamento biennale - e per le stesse devono essere utilizzati gli appositi moduli, nel rispetto di quanto disposto dalla F.I.G.C. con il Com. Uff. n. 117/A della F.I.G.C. del 25 Maggio 2010, riportato nel C.U. di Lega n. 168/L del 28 Maggio 2010.

E) I contratti di garanzia devono essere rilasciati da istituti bancari; non sono valide le polizze cauzionali, assicurative o altre garanzie equipollenti rilasciate da istituti di credito. Non è consentito il versamento dell'importo individuato nel contratto di garanzia in sostituzione della stessa e ciò in quanto la garanzia di adempimento delle obbligazioni sportive, per la quale viene richiesta la citata garanzia bancaria a prima richiesta, deve essere fornita da soggetto terzo rispetto alla società.

2) MODALITA' E TERMINI PER LA CONCESSIONE DELLA LICENZA NAZIONALE E CONTESTUALE ISCRIZIONE AI CAMPIONATI 2010/2011

La domanda di iscrizione al Campionato di competenza 2010/2011, contenente la richiesta di concessione della Licenza Nazionale, dovrà essere redatta sull'apposito modulo predisposto da questa Lega e, corredata dalla documentazione necessaria, dovrà essere depositata a pena di decadenza entro il termine del 30 Giugno 2010 sia dalle società già facenti parte dell'organico 2009/10 della Lega Italiana Calcio Professionistico, sia dalle società provenienti dalla Lega Nazionale Dilettanti, sia dalle società provenienti dalla Lega Nazionale Professionisti Serie B.

Con la presentazione della domanda di concessione della Licenza Nazionale e correlata domanda di iscrizione ai Campionati 2010/2011 derivano per le società gli obblighi di cui al Com. Uff. n. 117/A della F.I.G.C., ivi inclusi quelli del rispetto dei criteri economici/finanziari/legali, dei criteri infrastrutturali e dei criteri sportivi e organizzativi.

Oltre al rispetto di quanto previsto per il rilascio della suddetta Licenza Nazionale 2010/2011, le società debbono anche far pervenire - contestualmente alla domanda di iscrizione ed entro lo stesso termine del 30 Giugno 2010 - gli importi come appresso indicati ai par. a) e b):

a) Campionato - 1a Divisione

- quota di associazione € 1.050,00

- quota di partecipazione € 21.950,00

Campionato - 2 a Divisione

- quota di associazione € 1.050,00

- quota di partecipazione € 17.950,00

Detti importi possono essere inviati con unico assegno circolare, intestato alla Lega Italiana Calcio Professionistico, comprensivo della quota di associazione e della quota di partecipazione.

b) € 8.000,00 (inclusa IVA 20 %) a mezzo assegno circolare non trasferibile intestato alla Calcio Servizi Lega Pro S.r.l.; tale somma costituisce il corrispettivo dei servizi e delle prestazioni rese dalla Calcio Servizi Lega Pro S.r.l.

3) DICHIARAZIONI LIBERATORIE

Con riferimento a quanto previsto dalle vigenti normative, le società sono tenute a documentare, tra l'altro, l'avvenuto soddisfacimento degli impegni assunti con i propri tesserati quantomeno fino al 30 Aprile 2010 compreso, fermo restando l'obbligo di pagamento delle mensilità successive. A tal fine sono stati predisposti appositi stampati ("dichiarazioni liberatorie") che dovranno essere sottoscritti dagli interessati. Le sottoscrizioni devono essere autenticate da notaio. Detti stampati dovranno essere utilizzati sia dalle società già facenti parte dell'organico della Lega Italiana Calcio Professionistico, sia dalle società che provengono dalla Serie B, nonché, nei casi previsti, anche dalle società provenienti dalla Lega Nazionale Dilettanti.

Le suddette dichiarazioni liberatorie al 30 Aprile 2010 dovranno pervenire, in originale, alla Lega entro il termine del 25 Giugno 2010. L'inosservanza dei termini indicati nel presente comunicato comporterà gli effetti pregiudizievoli previsti nel Com. Uff. n. 117/A della F.I.G.C. pubblicato il 25 Maggio 2010, riportato nel Com. Uff. n. 168/L della Lega Italiana Calcio Professionistico pubblicato il 28 Maggio 2010. Ai sensi di quanto previsto dal Com. Uff. n. 117/A del 25 Maggio 2010 della F.I.G.C., le società - relativamente alle mensilità di Maggio e Giugno 2010 - dovranno comunque far pervenire alla Lega, entro il termine del 15 Settembre 2010, la documentazione attestante l'avvenuto pagamento degli emolumenti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo.

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Re: Lega Pro 2010-11: le società in crisi

Messaggio  forzaandria il Sab Giu 12, 2010 8:26 am

la juve stabia rischia??? affraid affraid

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Messaggio  forzaandria il Sab Giu 12, 2010 8:53 am

Foggia, servono due milioni per salvare la società
Per salvare il Foggia, si cercano nuovi soci, in alternativa a una difficile cessione societaria

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Per salvare il Foggia, si cercano nuovi soci, in alternativa a una difficile cessione societaria. Decisiva l'assemblea straordinaria, che dovrà ricostituire il capitale sociale per evitare la liquidazione. La convocazione è slittata di una decina di giorni (intorno al 24-25 giugno) nella speranza di raggruppare una trentina di imprenditori (ciascuno per 50.000 euro). Incombono le scadenze. Liberatorie e fideiussione per l'iscrizione al campionato, oltre alla copertura anticipata della gestione, richiedono circa 2 milioni di euro, di cui la metà già entro fine mese.

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Messaggio  magic world il Sab Giu 12, 2010 1:09 pm

ma ormai è tutti uno schifo!!! tante squadre di vertice che vincono i campionati comprando campioni e poi non pagandoli!!! essere onesti per il calcio è un optional!!! servirebbero veri controlli, il catanzaro per esempio non doveva giocare i play off finchè non sistemava la situazione economica...veramente rimango perplesso perchè queste cose ormai avvengono ogni anno

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Re: Lega Pro 2010-11: le società in crisi

Messaggio  In The Main il Dom Giu 13, 2010 5:10 pm

Brindisi, iscrizione difficile

Le crisi finanziarie in Lega Pro si allargano a macchia d’olio. Non a caso il presidente Macalli, nell’ultima assemblea di Lega tenuta a Firenze, ha definito la situazione drammatica. Anche a Brindisi tifosi in ansia.

A meno di venti giorni dalla scadenza del termine utile per presentare domanda di ammissione al prossimo campionato (30 giugno), i fratelli Barretta hanno confermato la loro intenzione di non presentare la richiesta di ripescaggio in Prima Divisione e hanno reso noto che non procederanno neppure alla iscrizione della società al campionato di Seconda Divisione.

Questo il succo del serrato confronto che si è svolto tra Francesco e Giuseppe Baretta nell’incontro con i tifosi che si svolto presso la sede sociale.

Lunedì è in calendario l’atteso incontro tra i Barretta e il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, dal quale i tifosi biancazzurri auspicano possano uscire novità tali da far desistere i proprietari del club dalla loro intenzione di mollare tutto. Resta il dubbio su come la situazione si possa sbloccare in un giorno quando non è riuscita a fare un passo avanti in due mesi di trattative.

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Re: Lega Pro 2010-11: le società in crisi

Messaggio  il guastatore il Mar Giu 15, 2010 5:53 pm

Cisco Roma e nuovo look, ecco l'Atletico Roma

Uno storico traguardo per la Cisco Roma, con la Prima Divisione raggiunta grazie ai Play-Off. Per il terzo club della capitale, dopo i colossi Roma e Lazio è un'enorme soddisfazione, oltre che un risultato per molti impensabile.

Ma ora ci saranno importanti novità, a cominciare dal nuovo nome. Infatti, dopo il concorso indetto dal club per identificare meglio la squadra capitolina, ecco che per la prossima stagione si passerà da Cisco Roma ad Atletico Roma. Una nuova denominazione che è stata in ballottaggio - come ci ha spiegato l'addetto stampa Alfredo Cocco - con il nominativo Urbe Capitolina, che per pochissimi voti non è riuscito a spuntarla.

Cambieranno anche i colori sociali, per passare dal biancorosso al giallo/blu, prendendo spunto dal giallorosso della Roma e dal biancoazzurro della Lazio.

In quasi quarant'anni di storia (il club è nato nel 1972 come Lodigiani), prima il passaggio a Cisco Roma (nel 2003) e ora, con la promozione in Prima Divisione, ecco nascere l''Atletico Roma.

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Messaggio  bender il Mer Giu 16, 2010 3:42 pm

il guastatore ha scritto:Cisco Roma e nuovo look, ecco l'Atletico Roma

Uno storico traguardo per la Cisco Roma, con la Prima Divisione raggiunta grazie ai Play-Off. Per il terzo club della capitale, dopo i colossi Roma e Lazio è un'enorme soddisfazione, oltre che un risultato per molti impensabile.

Ma ora ci saranno importanti novità, a cominciare dal nuovo nome. Infatti, dopo il concorso indetto dal club per identificare meglio la squadra capitolina, ecco che per la prossima stagione si passerà da Cisco Roma ad Atletico Roma. Una nuova denominazione che è stata in ballottaggio - come ci ha spiegato l'addetto stampa Alfredo Cocco - con il nominativo Urbe Capitolina, che per pochissimi voti non è riuscito a spuntarla.

Cambieranno anche i colori sociali, per passare dal biancorosso al giallo/blu, prendendo spunto dal giallorosso della Roma e dal biancoazzurro della Lazio.

In quasi quarant'anni di storia (il club è nato nel 1972 come Lodigiani), prima il passaggio a Cisco Roma (nel 2003) e ora, con la promozione in Prima Divisione, ecco nascere l''Atletico Roma.


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Re: Lega Pro 2010-11: le società in crisi

Messaggio  barlettanera il Mer Giu 16, 2010 7:38 pm

bender ha scritto:
il guastatore ha scritto:Cisco Roma e nuovo look, ecco l'Atletico Roma

Uno storico traguardo per la Cisco Roma, con la Prima Divisione raggiunta grazie ai Play-Off. Per il terzo club della capitale, dopo i colossi Roma e Lazio è un'enorme soddisfazione, oltre che un risultato per molti impensabile.

Ma ora ci saranno importanti novità, a cominciare dal nuovo nome. Infatti, dopo il concorso indetto dal club per identificare meglio la squadra capitolina, ecco che per la prossima stagione si passerà da Cisco Roma ad Atletico Roma. Una nuova denominazione che è stata in ballottaggio - come ci ha spiegato l'addetto stampa Alfredo Cocco - con il nominativo Urbe Capitolina, che per pochissimi voti non è riuscito a spuntarla.

Cambieranno anche i colori sociali, per passare dal biancorosso al giallo/blu, prendendo spunto dal giallorosso della Roma e dal biancoazzurro della Lazio.

In quasi quarant'anni di storia (il club è nato nel 1972 come Lodigiani), prima il passaggio a Cisco Roma (nel 2003) e ora, con la promozione in Prima Divisione, ecco nascere l''Atletico Roma.


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Re: Lega Pro 2010-11: le società in crisi

Messaggio  In The Main il Gio Giu 17, 2010 9:36 am

Prima Divisione, l’Arezzo rinuncia al campionato?

A conferma della grave crisi economica e strutturale in cui versano le serie minori del calcio italiano, con una sequenza interminabile di crisi societarie sia in terza che quarta serie nazionale - culminate nella recente cancellazione del Perugia dai campionati professionistici - arriva da Arezzo una notizia che fa scalpore (nella foto: lo stadio).

Si tratta della clamorosa decisione di non iscriversi al prossimo campionato di Lega Pro presa dal club amaranto, che ha partecipato al girone A della Prima Divisione ed è stata eliminata in semifinale play off dalla Cremonese.

L'annuncio arriva direttamente dal sito web della società dopo che il presidente Piero Mancini, nel corso delle ultime settimane, aveva più volte sottolineato la sua difficoltà a guidare l’Arezzo anche nel prossimo torneo. La nota ufficiale è rivolta a istituzioni, istituti finanziari e tifosi. La riportiamo integralmente.

“La società amaranto ritiene opportuno comunicare alle istituzioni locali, alle autorità politiche agli istituti finanziari e soprattutto ai propri tifosi ed a tutti coloro che con simpatia seguono le sorti del calcio aretino, le difficoltà nelle quali versa la società per l’iscrizione al prossimo campionato.

In prossimità della scadenza del 25 giugno p.v. la società dovrebbe adempiere a degli impegni che consentirebbero il regolare futuro della gestione, ma stante l’attuale situazione essa non sarà in grado di assolvere.

Al di là delle normali critiche questa gestione societaria ha sempre profuso il massimo impegno per rispettare il corretto adempimento di tutti gli obblighi grazie anche al sostegno storico di banche e dell’amministrazione comunale. La gestione del calcio è diventata sempre più complessa e onerosa basti pensare agli insostenibili costi di gestione per la messa in sicurezza dello stadio che superano di gran lunga gli incassi delle partite, all’amministrazione comunale che è impossibilitata a dare supporto al mantenimento della nostra struttura sportiva e dall’allontanarsi delle banche che fino ad oggi avevano sostenuto la gestione della società.

Il mondo del calcio non può più “brillare” per i lauti stipendi dei calciatori, per le astronomiche cause arbitrali di mobbing, per gli aumenti delle iscrizioni ai tornei e delle fidejussioni, tutto è diventato insostenibile a causa della profonda e grave crisi che ci sta attanagliando.

La società A.C. Arezzo è un patrimonio ed un immagine della città da salvaguardare con orgoglio, ma oggi bisogna avere anche il coraggio di vedere la realtà come un insieme di difficoltà di cui nessuno si vuol far carico e non possiamo pensare che un solo “soggetto”, visto che i principali attori si stanno allontanando da questo mondo, possa accollarsi tutto questo”.

fonte: www.calciopress.net

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Messaggio  riccardo88 il Gio Giu 17, 2010 2:02 pm

barlettanera ha scritto:
bender ha scritto:
il guastatore ha scritto:Cisco Roma e nuovo look, ecco l'Atletico Roma

Uno storico traguardo per la Cisco Roma, con la Prima Divisione raggiunta grazie ai Play-Off. Per il terzo club della capitale, dopo i colossi Roma e Lazio è un'enorme soddisfazione, oltre che un risultato per molti impensabile.

Ma ora ci saranno importanti novità, a cominciare dal nuovo nome. Infatti, dopo il concorso indetto dal club per identificare meglio la squadra capitolina, ecco che per la prossima stagione si passerà da Cisco Roma ad Atletico Roma. Una nuova denominazione che è stata in ballottaggio - come ci ha spiegato l'addetto stampa Alfredo Cocco - con il nominativo Urbe Capitolina, che per pochissimi voti non è riuscito a spuntarla.

Cambieranno anche i colori sociali, per passare dal biancorosso al giallo/blu, prendendo spunto dal giallorosso della Roma e dal biancoazzurro della Lazio.

In quasi quarant'anni di storia (il club è nato nel 1972 come Lodigiani), prima il passaggio a Cisco Roma (nel 2003) e ora, con la promozione in Prima Divisione, ecco nascere l''Atletico Roma.


bella cacata!!!

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perche gli altri cambiano nome quando vogliono e noi dobbiamo tenerci il nome bat

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Messaggio  In The Main il Gio Giu 17, 2010 6:27 pm

Macalli: "Basta regali alle società. Le regole vanno rispettate"

Presidente, cosa ci può dire riguardo all'attuale situazione di molti club di Lega Pro che - con l'approssimarsi delle scadenze relative all'iscrizione al prossimo campionato - paiono sempre più in serie difficoltà?
"Io credo che le problematiche relative ai club non siano limitate alla Lega Pro, ma molto estese in tutte le categorie a cominciare dalla Serie B a scendere fino ai Dilettanti. Addirittura in quest'ultima categoria, in parecchie zone dove esistono più realtà, si fondono in una sola. Il mondo del calcio - per chi lo scopre adesso - è fatto così, ma noi queste cose le diciamo da tempo: c'è una crisi irreversibile. Si è fatto poco per sistemare questa situazione: ci sono le imprese in crisi, c'è la finanza in crisi e quindi se c'è necessità di tagliare dei rami, si tagliano quelli secchi, non quelli produttivi. E il calcio non produce reddito: il calcio produce perdite a valanga. Il problema sta nel fatto che la gente non può più permettersi di mettere nel calcio centinaia di milioni di euro e quindi abbiamo questa crisi e questa preoccupazione che molte squadre non riescano a rispettare quello che la norma prevede. D'altra parte era abbastanza prevedibile, quando si fanno delle cose strane... Bisogna spendere per quello che si ha. Noi sotto questo profilo sappiamo perfettamente quello che abbiamo fatto perché siamo una Lega molto pragmatica - forse l'unica - e abbiamo ragione un'altra volta. Dobbiamo pensare alle società e vedremo cosa succederà".

Per quanto riguarda i ripescaggi sono state fissate delle fidejussioni non indifferenti. Lei però era scettico riguardo alle possibilità di ripescaggio...
"Abolire i ripescaggi non si può. L'anno scorso sono andato in rotta di collisione perché io li ho voluti. Quando si abolisce qualcosa significa cambiare il format del campionato e per regola bisogna dirlo entro il 30 giugno di un anno prima: per cui al massimo lo si può fare quest'anno per la stagione non prossima, ma quella dopo ancora. Adesso i ripescaggi è giusto vengano fatti perché la regola lo prevede. Certamente fino a ieri sono stati regalati, mentre non c'è un diritto del ripescaggio: hanno diritto solo quelli che metteranno le somme previste. E posso dire che sarà comunque 'un regalo di Natale' perché chi viene in Seconda Divisione mette 200.000 euro a fondo perduto e vince un campionato praticamente. Chi viene in Prima Divisione mette 400.000 euro, quando per vincere il campionato si spendono cifre anche di 10 milioni di euro e poi non si vince. Sono 'regali di Natale'. Se qualcuno si lamenta, sappia che non è obbligato a chiedere il ripescaggio: se ne stia nella categoria che il campo le ha assegnato. Quindi si può benissimo decidere di non concorrervi, mettere giù la testa e cercare di vincere sul campo".

Come potrebbe essere la suddivisione dei gironi per il prossimo campionato?
"Non si può parlare certo ora di suddivisione dei gironi: non conosciamo l'organico, non sappiamo quante squadre vi parteciperanno. E poi io non capisco una cosa: il problema dei gironi c'è solo da noi. In Serie B c'è un problema sulla composizione dei gironi? No! Io dico che se fosse necessario andare a giocare in Africa, si andrebbe in Africa: che problemi ci sarebbero? Bisogna informare la gente, non disinformarla. Quando un presidente si lamenta perché fa una trasferta significa che sta prendendo per il naso tutti. I costi di locomozione per le trasferte in un bilancio incidono solo per l'1,50%. E allora andiamo a leggere i bilanci delle società: che prendano un brocco di meno e vadano a giocare ad Algeri tutte le domeniche. La Lega Pro è un campionato nazionale, non regionale: se uno vuole giocare vicino a casa, va nei Dilettanti".

E il problema degli stadi? E' risaputo che molti impianti di Lega Pro difficilmente saranno ritenuti a norma...
"Ci sono delle regole: chi le rispetterà, otterrà la licenza da parte della FIGC; chi non le rispetterà, non otterrà la licenza, quindi non giocherà il campionato. Basta leggere i comunicati: ci sono delle norme e uno deve rispettarle, altrimenti che cambi mestiere".

E' anche vero che spesso si cercano delle scappatoie che permettano di aggirare le norme...
"Vedrete che tutto verrà rispettato perché da noi le norme si rispettano".

E anche la Tessera del Tifoso è una delle norme previste per questa stagione.
"Se seguiamo i banditi non andiamo da nessuna parte! Anche qui ci sono solo polemiche sterili. Chi non la vuole fare, non la farà. Ma per fare l'abbonamento ci vorrà la Tessera del Tifoso: lo dice la legge dello Stato, non la FIGC o la Lega. Cominciamo in Italia a rispettare le regole dello Stato: se ad una persona non piace, non farà l'abbonamento ed ogni domenica andrà a comprarsi il biglietto. Andrà in trasferta - perché ci potrà andare - ma non avrà accesso alla curva. Non creiamo problemi, dove non esistono. Noi non seguiamo la parte marcia del calcio: seguiamo la parte buona".

fonte: www.tuttolegapro.com

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Re: Lega Pro 2010-11: le società in crisi

Messaggio  rmancio il Ven Giu 18, 2010 7:46 pm

In The Main ha scritto:Macalli: "Basta regali alle società. Le regole vanno rispettate"

Presidente, cosa ci può dire riguardo all'attuale situazione di molti club di Lega Pro che - con l'approssimarsi delle scadenze relative all'iscrizione al prossimo campionato - paiono sempre più in serie difficoltà?
"Io credo che le problematiche relative ai club non siano limitate alla Lega Pro, ma molto estese in tutte le categorie a cominciare dalla Serie B a scendere fino ai Dilettanti. Addirittura in quest'ultima categoria, in parecchie zone dove esistono più realtà, si fondono in una sola. Il mondo del calcio - per chi lo scopre adesso - è fatto così, ma noi queste cose le diciamo da tempo: c'è una crisi irreversibile. Si è fatto poco per sistemare questa situazione: ci sono le imprese in crisi, c'è la finanza in crisi e quindi se c'è necessità di tagliare dei rami, si tagliano quelli secchi, non quelli produttivi. E il calcio non produce reddito: il calcio produce perdite a valanga. Il problema sta nel fatto che la gente non può più permettersi di mettere nel calcio centinaia di milioni di euro e quindi abbiamo questa crisi e questa preoccupazione che molte squadre non riescano a rispettare quello che la norma prevede. D'altra parte era abbastanza prevedibile, quando si fanno delle cose strane... Bisogna spendere per quello che si ha. Noi sotto questo profilo sappiamo perfettamente quello che abbiamo fatto perché siamo una Lega molto pragmatica - forse l'unica - e abbiamo ragione un'altra volta. Dobbiamo pensare alle società e vedremo cosa succederà".

Per quanto riguarda i ripescaggi sono state fissate delle fidejussioni non indifferenti. Lei però era scettico riguardo alle possibilità di ripescaggio...
"Abolire i ripescaggi non si può. L'anno scorso sono andato in rotta di collisione perché io li ho voluti. Quando si abolisce qualcosa significa cambiare il format del campionato e per regola bisogna dirlo entro il 30 giugno di un anno prima: per cui al massimo lo si può fare quest'anno per la stagione non prossima, ma quella dopo ancora. Adesso i ripescaggi è giusto vengano fatti perché la regola lo prevede. Certamente fino a ieri sono stati regalati, mentre non c'è un diritto del ripescaggio: hanno diritto solo quelli che metteranno le somme previste. E posso dire che sarà comunque 'un regalo di Natale' perché chi viene in Seconda Divisione mette 200.000 euro a fondo perduto e vince un campionato praticamente. Chi viene in Prima Divisione mette 400.000 euro, quando per vincere il campionato si spendono cifre anche di 10 milioni di euro e poi non si vince. Sono 'regali di Natale'. Se qualcuno si lamenta, sappia che non è obbligato a chiedere il ripescaggio: se ne stia nella categoria che il campo le ha assegnato. Quindi si può benissimo decidere di non concorrervi, mettere giù la testa e cercare di vincere sul campo".

Come potrebbe essere la suddivisione dei gironi per il prossimo campionato?
"Non si può parlare certo ora di suddivisione dei gironi: non conosciamo l'organico, non sappiamo quante squadre vi parteciperanno. E poi io non capisco una cosa: il problema dei gironi c'è solo da noi. In Serie B c'è un problema sulla composizione dei gironi? No! Io dico che se fosse necessario andare a giocare in Africa, si andrebbe in Africa: che problemi ci sarebbero? Bisogna informare la gente, non disinformarla. Quando un presidente si lamenta perché fa una trasferta significa che sta prendendo per il naso tutti. I costi di locomozione per le trasferte in un bilancio incidono solo per l'1,50%. E allora andiamo a leggere i bilanci delle società: che prendano un brocco di meno e vadano a giocare ad Algeri tutte le domeniche. La Lega Pro è un campionato nazionale, non regionale: se uno vuole giocare vicino a casa, va nei Dilettanti".

E il problema degli stadi? E' risaputo che molti impianti di Lega Pro difficilmente saranno ritenuti a norma...
"Ci sono delle regole: chi le rispetterà, otterrà la licenza da parte della FIGC; chi non le rispetterà, non otterrà la licenza, quindi non giocherà il campionato. Basta leggere i comunicati: ci sono delle norme e uno deve rispettarle, altrimenti che cambi mestiere".

E' anche vero che spesso si cercano delle scappatoie che permettano di aggirare le norme...
"Vedrete che tutto verrà rispettato perché da noi le norme si rispettano".

E anche la Tessera del Tifoso è una delle norme previste per questa stagione.
"Se seguiamo i banditi non andiamo da nessuna parte! Anche qui ci sono solo polemiche sterili. Chi non la vuole fare, non la farà. Ma per fare l'abbonamento ci vorrà la Tessera del Tifoso: lo dice la legge dello Stato, non la FIGC o la Lega. Cominciamo in Italia a rispettare le regole dello Stato: se ad una persona non piace, non farà l'abbonamento ed ogni domenica andrà a comprarsi il biglietto. Andrà in trasferta - perché ci potrà andare - ma non avrà accesso alla curva. Non creiamo problemi, dove non esistono. Noi non seguiamo la parte marcia del calcio: seguiamo la parte buona".

fonte: www.tuttolegapro.com


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