Morto soldato italiano in Afghanistan.
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Morto soldato italiano in Afghanistan.
La lettera di Matteo Miotto al Gazzettino.it: «Ogni metro potrebbe essere l'ultimo»
Meno di due mesi fa il caporalmaggiore Matteo Miotto, ucciso oggi in Afghanistan, aveva scritto una lettera, che era statapubblicata nella sezione di Gazzettino.it dedicata allaBrigata Julia in Afghanistan e letta pubblicamente in occasione della festa delle Forze Armate, il 4 novembre, nella sua Thiene. Una lettera che, riletta oggi, fa venire i brividi, a partire dal titolo: Il caporale di Thiene: «Nonno ti sei sbagliato, la guerra l'ho vista anch'io». Il nonno alla sua guerra sopravvisse, Matteo non c'è riuscito. E Matteo era consapevole dei rischi che stava correndo per portare aiuti alla popolazione afghana: "Siamo il primo mezzo della colonna, ogni metro potrebbe essere l'ultimo, ma non ci pensi. La testa è troppo impegnata a scorgere nel terreno qualcosa di anomalo, finalmente siamo alle porte del villaggio... Veniamo accolti dai bambini che da dieci diventano venti, trenta, siamo circondati, si portano una mano alla bocca ormai sappiamo cosa vogliono: hanno fame...".
Per onorare la memoria di Matteo Miotto, alpino fino in fondo ("eccomi qua, valle del Gulistan, Afghanistan centrale, in testa quello strano copricapo con la penna che per noi alpini è sacro") riproduciamo di nuovo quella bellissima lettera:
Voglio ringraziare a nome mio, ma soprattutto a nome di tutti noi militari in missione, chi ci vuole ascoltare e non ci degna del suo pensiero solo in tristi occasioni come quando il tricolore avvolge quattro alpini morti facendo il loro dovere.
Corrono giorni in cui identità e valori sembrano superati, soffocati da una realtà che ci nega il tempo per pensare a cosa siamo, da dove veniamo, a cosa apparteniamo...
Questi popoli di terre sventurate, dove spadroneggia la corruzione, dove a comandare non sono solo i governanti ma anche ancora i capi clan, questi popoli hanno saputo conservare le loro radici dopo che i migliori eserciti, le più grosse armate hanno marciato sulle loro case: invano. L'essenza del popolo afghano è viva, le loro tradizioni si ripetono immutate, possiamo ritenerle sbagliate, arcaiche, ma da migliaia di anni sono rimaste immutate. Gente che nasce, vive e muore per amore delle proprie radici, della propria terra e di essa si nutre. Allora riesci a capire che questo strano popolo dalle usanze a volte anche stravaganti ha qualcosa da insegnare anche a noi.
Come ogni giorno partiamo per una pattuglia. Avvicinandoci ai nostri mezzi Lince, prima di uscire, sguardi bassi, qualche gesto di rito scaramantico, segni della croce... Nel mezzo blindo, all'interno, non una parola. Solo la radio che ci aggiorna su possibili insurgents avvistati, su possibili zone per imboscate, nient'altro nell'aria... Consapevoli che il suolo afghano è cosparso di ordigni artigianali pronti ad esplodere al passaggio delle sei tonnellate del nostro Lince.
Siamo il primo mezzo della colonna, ogni metro potrebbe essere l'ultimo, ma non ci pensi. La testa è troppo impegnata a scorgere nel terreno qualcosa di anomalo, finalmente siamo alle porte del villaggio...
Veniamo accolti dai bambini che da dieci diventano venti, trenta, siamo circondati, si portano una mano alla bocca ormai sappiamo cosa vogliono: hanno fame...
Li guardi: sono scalzi, con addosso qualche straccio che a occhio ha già vestito più di qualche fratello o sorella... Dei loro padri e delle loro madri neanche l'ombra, il villaggio, il nostro villaggio, è un via vai di bambini che hanno tutta l'aria di non essere li per giocare...
Non sono li a caso, hanno quattro, cinque anni, i più grandi massimo dieci e con loro un mucchio di sterpaglie. Poi guardi bene, sotto le sterpaglie c'è un asinello, stracarico, porta con sé il raccolto, stanno lavorando... e i fratelli maggiori , si intenda non più che quattordicenni, con un gregge che lascia sbigottiti anche i nostri alpini sardi, gente che di capre e pecore ne sa qualcosa...
Dietro le finestre delle capanne di fango e fieno un adulto ci guarda, dalla barba gli daresti sessanta settanta anni poi scopri che ne ha massimo trenta... Delle donne neanche l'ombra, quelle poche che tardano a rientrare al nostro arrivo al villaggio indossano il burqa integrale: ci saranno quaranta gradi all'ombra...
Quel poco che abbiamo con noi lo lasciamo qui. Ognuno prima di uscire per una pattuglia sa che deve riempire bene le proprie tasche e il mezzo con acqua e viveri: non serviranno certo a noi... Che dicano poi che noi alpini siamo cambiati...
Mi ricordo quando mio nonno mi parlava della guerra: “brutta cosa bocia, beato ti che non te la vedarè mai...” Ed eccomi qua, valle del Gulistan, Afghanistan centrale, in testa quello strano copricapo con la penna che per noi alpini è sacro. Se potessi ascoltarmi, ti direi “visto ,nonno, che te te si sbaià...”
Caporal Maggiore Matteo Miotto.
Commovente
R.I.P
Meno di due mesi fa il caporalmaggiore Matteo Miotto, ucciso oggi in Afghanistan, aveva scritto una lettera, che era statapubblicata nella sezione di Gazzettino.it dedicata allaBrigata Julia in Afghanistan e letta pubblicamente in occasione della festa delle Forze Armate, il 4 novembre, nella sua Thiene. Una lettera che, riletta oggi, fa venire i brividi, a partire dal titolo: Il caporale di Thiene: «Nonno ti sei sbagliato, la guerra l'ho vista anch'io». Il nonno alla sua guerra sopravvisse, Matteo non c'è riuscito. E Matteo era consapevole dei rischi che stava correndo per portare aiuti alla popolazione afghana: "Siamo il primo mezzo della colonna, ogni metro potrebbe essere l'ultimo, ma non ci pensi. La testa è troppo impegnata a scorgere nel terreno qualcosa di anomalo, finalmente siamo alle porte del villaggio... Veniamo accolti dai bambini che da dieci diventano venti, trenta, siamo circondati, si portano una mano alla bocca ormai sappiamo cosa vogliono: hanno fame...".
Per onorare la memoria di Matteo Miotto, alpino fino in fondo ("eccomi qua, valle del Gulistan, Afghanistan centrale, in testa quello strano copricapo con la penna che per noi alpini è sacro") riproduciamo di nuovo quella bellissima lettera:
Voglio ringraziare a nome mio, ma soprattutto a nome di tutti noi militari in missione, chi ci vuole ascoltare e non ci degna del suo pensiero solo in tristi occasioni come quando il tricolore avvolge quattro alpini morti facendo il loro dovere.
Corrono giorni in cui identità e valori sembrano superati, soffocati da una realtà che ci nega il tempo per pensare a cosa siamo, da dove veniamo, a cosa apparteniamo...
Questi popoli di terre sventurate, dove spadroneggia la corruzione, dove a comandare non sono solo i governanti ma anche ancora i capi clan, questi popoli hanno saputo conservare le loro radici dopo che i migliori eserciti, le più grosse armate hanno marciato sulle loro case: invano. L'essenza del popolo afghano è viva, le loro tradizioni si ripetono immutate, possiamo ritenerle sbagliate, arcaiche, ma da migliaia di anni sono rimaste immutate. Gente che nasce, vive e muore per amore delle proprie radici, della propria terra e di essa si nutre. Allora riesci a capire che questo strano popolo dalle usanze a volte anche stravaganti ha qualcosa da insegnare anche a noi.
Come ogni giorno partiamo per una pattuglia. Avvicinandoci ai nostri mezzi Lince, prima di uscire, sguardi bassi, qualche gesto di rito scaramantico, segni della croce... Nel mezzo blindo, all'interno, non una parola. Solo la radio che ci aggiorna su possibili insurgents avvistati, su possibili zone per imboscate, nient'altro nell'aria... Consapevoli che il suolo afghano è cosparso di ordigni artigianali pronti ad esplodere al passaggio delle sei tonnellate del nostro Lince.
Siamo il primo mezzo della colonna, ogni metro potrebbe essere l'ultimo, ma non ci pensi. La testa è troppo impegnata a scorgere nel terreno qualcosa di anomalo, finalmente siamo alle porte del villaggio...
Veniamo accolti dai bambini che da dieci diventano venti, trenta, siamo circondati, si portano una mano alla bocca ormai sappiamo cosa vogliono: hanno fame...
Li guardi: sono scalzi, con addosso qualche straccio che a occhio ha già vestito più di qualche fratello o sorella... Dei loro padri e delle loro madri neanche l'ombra, il villaggio, il nostro villaggio, è un via vai di bambini che hanno tutta l'aria di non essere li per giocare...
Non sono li a caso, hanno quattro, cinque anni, i più grandi massimo dieci e con loro un mucchio di sterpaglie. Poi guardi bene, sotto le sterpaglie c'è un asinello, stracarico, porta con sé il raccolto, stanno lavorando... e i fratelli maggiori , si intenda non più che quattordicenni, con un gregge che lascia sbigottiti anche i nostri alpini sardi, gente che di capre e pecore ne sa qualcosa...
Dietro le finestre delle capanne di fango e fieno un adulto ci guarda, dalla barba gli daresti sessanta settanta anni poi scopri che ne ha massimo trenta... Delle donne neanche l'ombra, quelle poche che tardano a rientrare al nostro arrivo al villaggio indossano il burqa integrale: ci saranno quaranta gradi all'ombra...
Quel poco che abbiamo con noi lo lasciamo qui. Ognuno prima di uscire per una pattuglia sa che deve riempire bene le proprie tasche e il mezzo con acqua e viveri: non serviranno certo a noi... Che dicano poi che noi alpini siamo cambiati...
Mi ricordo quando mio nonno mi parlava della guerra: “brutta cosa bocia, beato ti che non te la vedarè mai...” Ed eccomi qua, valle del Gulistan, Afghanistan centrale, in testa quello strano copricapo con la penna che per noi alpini è sacro. Se potessi ascoltarmi, ti direi “visto ,nonno, che te te si sbaià...”
Caporal Maggiore Matteo Miotto.
Commovente
R.I.P

valerioforzandria- Capitano

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Età: 33
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Re: Morto soldato italiano in Afghanistan.
r.i.p.
fa molta rabbia,un'altro ragazzo se ne andato,anche io ho intenzione di fare domanda nei vfp1, la cosa che ti fa incazzare è che ci sono persone che si definiscono pacifiste,e festeggiano ogni volta la morte di un militare,a questa gente bisognerebbe metterla al rogo,poveri i familiari del soldato,povero lui,spero che nel 2014 sta missione finisca,comunque sia onore alle forze armate,viva l'italia,viva gli alpini
fa molta rabbia,un'altro ragazzo se ne andato,anche io ho intenzione di fare domanda nei vfp1, la cosa che ti fa incazzare è che ci sono persone che si definiscono pacifiste,e festeggiano ogni volta la morte di un militare,a questa gente bisognerebbe metterla al rogo,poveri i familiari del soldato,povero lui,spero che nel 2014 sta missione finisca,comunque sia onore alle forze armate,viva l'italia,viva gli alpini

Cm Punk93- Primo Ufficiale

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Morto soldato italiano in Afghanistan.
The Rated R Superstar ha scritto:r.i.p.
fa molta rabbia,un'altro ragazzo se ne andato,anche io ho intenzione di fare domanda nei vfp1, la cosa che ti fa incazzare è che ci sono persone che si definiscono pacifiste,e festeggiano ogni volta la morte di un militare,a questa gente bisognerebbe metterla al rogo,poveri i familiari del soldato,povero lui,spero che nel 2014 sta missione finisca,comunque sia onore alle forze armate,viva l'italia,viva gli alpini
ma chi festeggia?forse quei 4 mao mao di lì..comunque è inutile ripetere il solito discorso: chi taglia la legna si può tagliare la mano..chi fa il miltare..il rischio è quello. ci sono mille ragioni per cui uno va, come mille per non andarci. fosse per me gli lascerei marcire mezzo alle 4 montagne,...forze superiori dicono di no..

mimmmo- Capitano

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Morto soldato italiano in Afghanistan.
mimmmo ha scritto:The Rated R Superstar ha scritto:r.i.p.
fa molta rabbia,un'altro ragazzo se ne andato,anche io ho intenzione di fare domanda nei vfp1, la cosa che ti fa incazzare è che ci sono persone che si definiscono pacifiste,e festeggiano ogni volta la morte di un militare,a questa gente bisognerebbe metterla al rogo,poveri i familiari del soldato,povero lui,spero che nel 2014 sta missione finisca,comunque sia onore alle forze armate,viva l'italia,viva gli alpini
ma chi festeggia?forse quei 4 mao mao di lì..comunque è inutile ripetere il solito discorso: chi taglia la legna si può tagliare la mano..chi fa il miltare..il rischio è quello. ci sono mille ragioni per cui uno va, come mille per non andarci. fosse per me gli lascerei marcire mezzo alle 4 montagne,...forze superiori dicono di no..
Complimenti The Rated R Superstar belle parole fai parte dei veri italiani.
Mi dispiace per Mimmo che non la pensa come noi.

valerioforzandria- Capitano

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Re: Morto soldato italiano in Afghanistan.
valerioforzandria ha scritto:mimmmo ha scritto:The Rated R Superstar ha scritto:r.i.p.
fa molta rabbia,un'altro ragazzo se ne andato,anche io ho intenzione di fare domanda nei vfp1, la cosa che ti fa incazzare è che ci sono persone che si definiscono pacifiste,e festeggiano ogni volta la morte di un militare,a questa gente bisognerebbe metterla al rogo,poveri i familiari del soldato,povero lui,spero che nel 2014 sta missione finisca,comunque sia onore alle forze armate,viva l'italia,viva gli alpini
ma chi festeggia?forse quei 4 mao mao di lì..comunque è inutile ripetere il solito discorso: chi taglia la legna si può tagliare la mano..chi fa il miltare..il rischio è quello. ci sono mille ragioni per cui uno va, come mille per non andarci. fosse per me gli lascerei marcire mezzo alle 4 montagne,...forze superiori dicono di no..
Complimenti The Rated R Superstar belle parole fai parte dei veri italiani.
Mi dispiace per Mimmo che non la pensa come noi.
scusa....ma perchè gli altri sarebbero italiani non veri???
si può amare il proprio paese in mille modi e non solamente indossando una divisa ed andare a fare la guerra in nome di valori che non esistono come quello della pace preventiva.
se vuoi vai a fare la guerra ma non in mio nome...per me ti puoi stare a casa, aprire un bel libro, studiartelo e cercare un lavoro normale!!

andrisano- Primo Ufficiale

- Numero di messaggi: 765
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Re: Morto soldato italiano in Afghanistan.
andrisano ha scritto:valerioforzandria ha scritto:mimmmo ha scritto:The Rated R Superstar ha scritto:r.i.p.
fa molta rabbia,un'altro ragazzo se ne andato,anche io ho intenzione di fare domanda nei vfp1, la cosa che ti fa incazzare è che ci sono persone che si definiscono pacifiste,e festeggiano ogni volta la morte di un militare,a questa gente bisognerebbe metterla al rogo,poveri i familiari del soldato,povero lui,spero che nel 2014 sta missione finisca,comunque sia onore alle forze armate,viva l'italia,viva gli alpini
ma chi festeggia?forse quei 4 mao mao di lì..comunque è inutile ripetere il solito discorso: chi taglia la legna si può tagliare la mano..chi fa il miltare..il rischio è quello. ci sono mille ragioni per cui uno va, come mille per non andarci. fosse per me gli lascerei marcire mezzo alle 4 montagne,...forze superiori dicono di no..
Complimenti The Rated R Superstar belle parole fai parte dei veri italiani.
Mi dispiace per Mimmo che non la pensa come noi.
scusa....ma perchè gli altri sarebbero italiani non veri???
si può amare il proprio paese in mille modi e non solamente indossando una divisa ed andare a fare la guerra in nome di valori che non esistono come quello della pace preventiva.
se vuoi vai a fare la guerra ma non in mio nome...per me ti puoi stare a casa, aprire un bel libro, studiartelo e cercare un lavoro normale!!
Parole che non trovano mè d'accordo, mi dispiace.

valerioforzandria- Capitano

- Numero di messaggi: 1733
Data d'iscrizione: 10.08.09
Età: 33
Località: (AD)-(UD)
Re: Morto soldato italiano in Afghanistan.
valerioforzandria ha scritto:La lettera di Matteo Miotto al Gazzettino.it: «Ogni metro potrebbe essere l'ultimo»
Meno di due mesi fa il caporalmaggiore Matteo Miotto, ucciso oggi in Afghanistan, aveva scritto una lettera, che era statapubblicata nella sezione di Gazzettino.it dedicata allaBrigata Julia in Afghanistan e letta pubblicamente in occasione della festa delle Forze Armate, il 4 novembre, nella sua Thiene. Una lettera che, riletta oggi, fa venire i brividi, a partire dal titolo: Il caporale di Thiene: «Nonno ti sei sbagliato, la guerra l'ho vista anch'io». Il nonno alla sua guerra sopravvisse, Matteo non c'è riuscito. E Matteo era consapevole dei rischi che stava correndo per portare aiuti alla popolazione afghana: "Siamo il primo mezzo della colonna, ogni metro potrebbe essere l'ultimo, ma non ci pensi. La testa è troppo impegnata a scorgere nel terreno qualcosa di anomalo, finalmente siamo alle porte del villaggio... Veniamo accolti dai bambini che da dieci diventano venti, trenta, siamo circondati, si portano una mano alla bocca ormai sappiamo cosa vogliono: hanno fame...".
Per onorare la memoria di Matteo Miotto, alpino fino in fondo ("eccomi qua, valle del Gulistan, Afghanistan centrale, in testa quello strano copricapo con la penna che per noi alpini è sacro") riproduciamo di nuovo quella bellissima lettera:
Voglio ringraziare a nome mio, ma soprattutto a nome di tutti noi militari in missione, chi ci vuole ascoltare e non ci degna del suo pensiero solo in tristi occasioni come quando il tricolore avvolge quattro alpini morti facendo il loro dovere.
Corrono giorni in cui identità e valori sembrano superati, soffocati da una realtà che ci nega il tempo per pensare a cosa siamo, da dove veniamo, a cosa apparteniamo...
Questi popoli di terre sventurate, dove spadroneggia la corruzione, dove a comandare non sono solo i governanti ma anche ancora i capi clan, questi popoli hanno saputo conservare le loro radici dopo che i migliori eserciti, le più grosse armate hanno marciato sulle loro case: invano. L'essenza del popolo afghano è viva, le loro tradizioni si ripetono immutate, possiamo ritenerle sbagliate, arcaiche, ma da migliaia di anni sono rimaste immutate. Gente che nasce, vive e muore per amore delle proprie radici, della propria terra e di essa si nutre. Allora riesci a capire che questo strano popolo dalle usanze a volte anche stravaganti ha qualcosa da insegnare anche a noi.
Come ogni giorno partiamo per una pattuglia. Avvicinandoci ai nostri mezzi Lince, prima di uscire, sguardi bassi, qualche gesto di rito scaramantico, segni della croce... Nel mezzo blindo, all'interno, non una parola. Solo la radio che ci aggiorna su possibili insurgents avvistati, su possibili zone per imboscate, nient'altro nell'aria... Consapevoli che il suolo afghano è cosparso di ordigni artigianali pronti ad esplodere al passaggio delle sei tonnellate del nostro Lince.
Siamo il primo mezzo della colonna, ogni metro potrebbe essere l'ultimo, ma non ci pensi. La testa è troppo impegnata a scorgere nel terreno qualcosa di anomalo, finalmente siamo alle porte del villaggio...
Veniamo accolti dai bambini che da dieci diventano venti, trenta, siamo circondati, si portano una mano alla bocca ormai sappiamo cosa vogliono: hanno fame...
Li guardi: sono scalzi, con addosso qualche straccio che a occhio ha già vestito più di qualche fratello o sorella... Dei loro padri e delle loro madri neanche l'ombra, il villaggio, il nostro villaggio, è un via vai di bambini che hanno tutta l'aria di non essere li per giocare...
Non sono li a caso, hanno quattro, cinque anni, i più grandi massimo dieci e con loro un mucchio di sterpaglie. Poi guardi bene, sotto le sterpaglie c'è un asinello, stracarico, porta con sé il raccolto, stanno lavorando... e i fratelli maggiori , si intenda non più che quattordicenni, con un gregge che lascia sbigottiti anche i nostri alpini sardi, gente che di capre e pecore ne sa qualcosa...
Dietro le finestre delle capanne di fango e fieno un adulto ci guarda, dalla barba gli daresti sessanta settanta anni poi scopri che ne ha massimo trenta... Delle donne neanche l'ombra, quelle poche che tardano a rientrare al nostro arrivo al villaggio indossano il burqa integrale: ci saranno quaranta gradi all'ombra...
Quel poco che abbiamo con noi lo lasciamo qui. Ognuno prima di uscire per una pattuglia sa che deve riempire bene le proprie tasche e il mezzo con acqua e viveri: non serviranno certo a noi... Che dicano poi che noi alpini siamo cambiati...
Mi ricordo quando mio nonno mi parlava della guerra: “brutta cosa bocia, beato ti che non te la vedarè mai...” Ed eccomi qua, valle del Gulistan, Afghanistan centrale, in testa quello strano copricapo con la penna che per noi alpini è sacro. Se potessi ascoltarmi, ti direi “visto ,nonno, che te te si sbaià...”
Caporal Maggiore Matteo Miotto.
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R I P

domenico73- Timoniere

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Età: 38
Località: Cento (FE)
Re: Morto soldato italiano in Afghanistan.
il MILiTARE,non lo farei manco se fosse l'unica cosa al mondo!!!"missione di pace" un corno!!!

Estro Hwoa-Kin- Navigatore

- Numero di messaggi: 362
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Località: Andria(Bari)
Re: Morto soldato italiano in Afghanistan.
ANTIMILITARISTA CONVINTO!

Estro Hwoa-Kin- Navigatore

- Numero di messaggi: 362
Data d'iscrizione: 16.10.08
Località: Andria(Bari)
Re: Morto soldato italiano in Afghanistan.
bisogna dire a tutti i pacifisti e antimilitaristi del cazzo,che se non era per chi ha combattuto nelle 2 grandi guerre,se non era per chi sta ora li in afghanistan a combattere contro i terroristi che vogliono attaccare l'europa e l'italia,non sareste qui a scrivere cazzate,ce chi si definisce pacifista,il classico pacifista dice"io odio la guerra,voglio la pace"e poi è il primo che stupra,se la prende con le donne,con i più deboli,è il primo a far violenza,se amate cosi tanto la pace,perchè gioite alla morte di un uomo?io non me lo so spiegare,un conto è essere contro la missione,va anche bene,ma un conto è gioire,anche io sono contro la guerra,tutti siamo contro,però se ce da fare io la faccio,non sono un buonista del cazzo che dice io amo la pace,e poi fa violenza,sciaquatevi la bocca prima di parlare di esercito e forze armate brutte merde(riferimento ai pacifisti del cazzo)

Cm Punk93- Primo Ufficiale

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Età: 18
Località: Andria

Morto soldato italiano in Afghanistan.
The Rated R Superstar ha scritto:bisogna dire a tutti i pacifisti e antimilitaristi del cazzo,che se non era per chi ha combattuto nelle 2 grandi guerre,se non era per chi sta ora li in afghanistan a combattere contro i terroristi che vogliono attaccare l'europa e l'italia,non sareste qui a scrivere cazzate,ce chi si definisce pacifista,il classico pacifista dice"io odio la guerra,voglio la pace"e poi è il primo che stupra,se la prende con le donne,con i più deboli,è il primo a far violenza,se amate cosi tanto la pace,perchè gioite alla morte di un uomo?io non me lo so spiegare,un conto è essere contro la missione,va anche bene,ma un conto è gioire,anche io sono contro la guerra,tutti siamo contro,però se ce da fare io la faccio,non sono un buonista del cazzo che dice io amo la pace,e poi fa violenza,sciaquatevi la bocca prima di parlare di esercito e forze armate brutte merde(riferimento ai pacifisti del cazzo)
ma io non continuo a capire..ma a chi cappero ti riferisci, chi festeggia la morte di un soldato..ma s put sapai cia so, cia nan zo...non dico nome e cognome, ma almeno un riferimento. poi c 'è da dire che il tuo ragionamento non sta in piedi. cosa c entrano le due guerre!!prima erano tutti tarati(non per colpa loro), l ignoranza regnava..non si capiva niente. poi la c era da salvare la patria dal vero attacco nemico,,qui invece si va in un paese assurdo per combattere una cosa assurda mascherata da una missione assurda. allora o vai come una vera e propria guerra..e distruggi tutto..oppure non ti stare a cercare di far cambiare idea a persone idiote e stupide(PER COLPA LORO). così facendo, quelli stanno nelle grotte, tu cammini e quelli ti sparano.
poi ritornando ai militari. il 99% lo fa per soldi..chi ti da qua 6-7mila euro al mese, netti--(le cifre non le so precise, ma credo che l ordine sia questo--). nessuno di loro pensa, ma che belli questi tarati, ora vado e dico che il mondo è rotondo...ti danno tanti soldi, perchè da un momento all altro ti ritrovi una pallottola nel c... senza che te ne accorgi, e sai che ogni secondo di vita può essere l ultimo.

mimmmo- Capitano

- Numero di messaggi: 1932
Data d'iscrizione: 19.10.09
Età: 23
Re: Morto soldato italiano in Afghanistan.
Sei tu JOHN WAYNE?e io chi sarei?Mi sembra di stare a parlare col Sergente Hartman di Full metal Jacket:)Io non ti ho insultato,ne gioisco pr la morte di una persona,quindi vacci piano con le parole,IO ODIO LE ARMI E IL MILITARE IN GENERALE,ma non ho offeso chi lo è,quindi datti una calmata.

Estro Hwoa-Kin- Navigatore

- Numero di messaggi: 362
Data d'iscrizione: 16.10.08
Località: Andria(Bari)
Re: Morto soldato italiano in Afghanistan.
The Rated R Superstar ha scritto:bisogna dire a tutti i pacifisti e antimilitaristi del cazzo,che se non era per chi ha combattuto nelle 2 grandi guerre,se non era per chi sta ora li in afghanistan a combattere contro i terroristi che vogliono attaccare l'europa e l'italia,non sareste qui a scrivere cazzate,ce chi si definisce pacifista,il classico pacifista dice"io odio la guerra,voglio la pace"e poi è il primo che stupra,se la prende con le donne,con i più deboli,è il primo a far violenza,se amate cosi tanto la pace,perchè gioite alla morte di un uomo?io non me lo so spiegare,un conto è essere contro la missione,va anche bene,ma un conto è gioire,anche io sono contro la guerra,tutti siamo contro,però se ce da fare io la faccio,non sono un buonista del cazzo che dice io amo la pace,e poi fa violenza,sciaquatevi la bocca prima di parlare di esercito e forze armate brutte merde(riferimento ai pacifisti del cazzo)
ma come ti permetti di dire cose del genere??? cresci ragazzino cresci...

andrisano- Primo Ufficiale

- Numero di messaggi: 765
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Re: Morto soldato italiano in Afghanistan.
andrisano ha scritto:The Rated R Superstar ha scritto:bisogna dire a tutti i pacifisti e antimilitaristi del cazzo,che se non era per chi ha combattuto nelle 2 grandi guerre,se non era per chi sta ora li in afghanistan a combattere contro i terroristi che vogliono attaccare l'europa e l'italia,non sareste qui a scrivere cazzate,ce chi si definisce pacifista,il classico pacifista dice"io odio la guerra,voglio la pace"e poi è il primo che stupra,se la prende con le donne,con i più deboli,è il primo a far violenza,se amate cosi tanto la pace,perchè gioite alla morte di un uomo?io non me lo so spiegare,un conto è essere contro la missione,va anche bene,ma un conto è gioire,anche io sono contro la guerra,tutti siamo contro,però se ce da fare io la faccio,non sono un buonista del cazzo che dice io amo la pace,e poi fa violenza,sciaquatevi la bocca prima di parlare di esercito e forze armate brutte merde(riferimento ai pacifisti del cazzo)
ma come ti permetti di dire cose del genere??? cresci ragazzino cresci...
p.s. la cultura della guerra è quella della violenza e della morte, quindi non mischare le due cose in base a una convinzione tutta tua..un consiglio:torna a studiare uannà!!!

andrisano- Primo Ufficiale

- Numero di messaggi: 765
Data d'iscrizione: 31.07.08
Re: Morto soldato italiano in Afghanistan.
The Rated R Superstar ha scritto:bisogna dire a tutti i pacifisti e antimilitaristi del cazzo,che se non era per chi ha combattuto nelle 2 grandi guerre,se non era per chi sta ora li in afghanistan a combattere contro i terroristi che vogliono attaccare l'europa e l'italia,non sareste qui a scrivere cazzate,ce chi si definisce pacifista,il classico pacifista dice"io odio la guerra,voglio la pace"e poi è il primo che stupra,se la prende con le donne,con i più deboli,è il primo a far violenza,se amate cosi tanto la pace,perchè gioite alla morte di un uomo?io non me lo so spiegare,un conto è essere contro la missione,va anche bene,ma un conto è gioire,anche io sono contro la guerra,tutti siamo contro,però se ce da fare io la faccio,non sono un buonista del cazzo che dice io amo la pace,e poi fa violenza,sciaquatevi la bocca prima di parlare di esercito e forze armate brutte merde(riferimento ai pacifisti del cazzo)
Tranquillo, non ti agitare, tanto non serve a niente. Siamo in democrazia, ogniuno la pensa come vuole.
Solo chi fà determinati lavori può capire, e qualche perbenista. Ormai viviamo in un mondo fatto di violenza e di cattiveria.
I nostri militari stanno lì come dicevi per far sì che il terrorismo venga tenuto lontano dalle nostre case o almeno si cerca di farlo ecc. (io la penso così)

valerioforzandria- Capitano

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