Un tifoso juventino in ospedale
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Re: Un tifoso juventino in ospedale
Tifoso juventino ferito a Bologna, migliorano le condizioni.
Sono stabili, e in fase di leggero miglioramento, le condizioni del tifoso juventino, aggredito al termine della partita Bologna-Juventus, ricoverato nella rianimazione dell'Ospedale Maggiore di Bologna. Nelle prossime ore i medici che lo hanno in cura dovrebbero sospendere il coma farmacologico. La seconda tac ha infatti escluso la presenza di lesioni importanti. I medici domani potrebbero sciogliere la prognosi e dichiararlo definitivamente fuori pericolo di vita.
Il trauma cranico, come ha spiegato Giovanni Gordini, responsabile della Rianimazione, ha provocato al paziente una perdita di coscienza prolungata e un trauma facciale con emorragia. I sanitari si dichiarano comunque ottimisti.
Sono stabili, e in fase di leggero miglioramento, le condizioni del tifoso juventino, aggredito al termine della partita Bologna-Juventus, ricoverato nella rianimazione dell'Ospedale Maggiore di Bologna. Nelle prossime ore i medici che lo hanno in cura dovrebbero sospendere il coma farmacologico. La seconda tac ha infatti escluso la presenza di lesioni importanti. I medici domani potrebbero sciogliere la prognosi e dichiararlo definitivamente fuori pericolo di vita.
Il trauma cranico, come ha spiegato Giovanni Gordini, responsabile della Rianimazione, ha provocato al paziente una perdita di coscienza prolungata e un trauma facciale con emorragia. I sanitari si dichiarano comunque ottimisti.

forzaandria- Capitano

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Re: Un tifoso juventino in ospedale
Il tifoso aggredito si sta svegliando dal coma
Il medico: «Superata la fase critica, tra una settimana forse a casa»
BOLOGNA, 31 ottobre - Il tifoso juventino, modenese di 44 anni, aggredito l'altra sera al termine di Bologna-Juventus si sta risvegliando dal coma farmacologico e nel pomeriggio potrebbe essere trasferito dalla Rianimazione a un altro reparto dell'ospedale Maggiore di Bologna, probabilmente Neurochirurgia. «Così potrà essere vicino ai suoi - ha spiegato ai cronisti il medico responsabile della Rianimazione dell'ospedale, Giovanni Gordini - e questo renderà più serena la famiglia, e in particolare il figlio». Il sedicenne infatti era vicino al padre, con un coetaneo, quando è stato avvicinato da alcuni ultrà del Bologna e colpito con una pietra alla testa. «È superata la fase critica. Ora nel giro di un paio di giorni dovrebbe essere trasferito a Modena, e in una settimana potrebbe tornare a casa». Il modenese è cosciente, ha anche comunicato ma, a quanto ha raccontato Gordini, non ha fatto riferimento all'aggressione. «La cosa migliore è non fargli rivivere tutto, avrà modo in seguito per tornare sui fatti», ha concluso il medico.
Il medico: «Superata la fase critica, tra una settimana forse a casa»
BOLOGNA, 31 ottobre - Il tifoso juventino, modenese di 44 anni, aggredito l'altra sera al termine di Bologna-Juventus si sta risvegliando dal coma farmacologico e nel pomeriggio potrebbe essere trasferito dalla Rianimazione a un altro reparto dell'ospedale Maggiore di Bologna, probabilmente Neurochirurgia. «Così potrà essere vicino ai suoi - ha spiegato ai cronisti il medico responsabile della Rianimazione dell'ospedale, Giovanni Gordini - e questo renderà più serena la famiglia, e in particolare il figlio». Il sedicenne infatti era vicino al padre, con un coetaneo, quando è stato avvicinato da alcuni ultrà del Bologna e colpito con una pietra alla testa. «È superata la fase critica. Ora nel giro di un paio di giorni dovrebbe essere trasferito a Modena, e in una settimana potrebbe tornare a casa». Il modenese è cosciente, ha anche comunicato ma, a quanto ha raccontato Gordini, non ha fatto riferimento all'aggressione. «La cosa migliore è non fargli rivivere tutto, avrà modo in seguito per tornare sui fatti», ha concluso il medico.

w andria- Cannoniere

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Re: Un tifoso juventino in ospedale
Tifoso Juve ferito Martedì riunione Osservatorio
15:36 del 31 ottobre
Si riunirà martedì 4 novembre, alle 17, l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive per esaminare le informazioni che gli investigatori della Questura di Bologna stanno raccogliendo in merito all'episodio "criminale" verificatosi al termine della gara Bologna-Juventus di mercoledì sera. "La ricostruzione dei fatti costituirà utile riferimento per la valutazione della tifoseria bolognese - sottolinea l'Osservatorio - dalla quale si auspica una ferma condanna dell'episodio accaduto".
Il giorno dopo, mercoledì, si riunirà invece il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive (Casms).
15:36 del 31 ottobre
Si riunirà martedì 4 novembre, alle 17, l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive per esaminare le informazioni che gli investigatori della Questura di Bologna stanno raccogliendo in merito all'episodio "criminale" verificatosi al termine della gara Bologna-Juventus di mercoledì sera. "La ricostruzione dei fatti costituirà utile riferimento per la valutazione della tifoseria bolognese - sottolinea l'Osservatorio - dalla quale si auspica una ferma condanna dell'episodio accaduto".
Il giorno dopo, mercoledì, si riunirà invece il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive (Casms).

w andria- Cannoniere

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Re: Un tifoso juventino in ospedale
DINAMICA - L'atto di violenza è avvenuto nel dopopartita di Bologna-Juventus che i bianconeri hanno vinto per 2-1. Il modenese stava tornando verso la propria automobile camminando al fianco del figlio e di un suo amico, entrambi 16enni in via della Certosa, la strada vicino allo stadio che scorre lungo il cimitero monumentale. Uno dei due ragazzi portava al collo una sciarpa bianconera. Una colpa da punire o un trofeo da conquistare nella logica della tifoseria violenta: un gruppetto di sostenitori del Bologna ha cercato di strappare quella sciarpa e il padre è intervenuto per difendere il figlio. Ne è nato uno scontro concluso da una o più sassate, almeno una delle quali ha colpito il capo dell'uomo, che si è accasciato.
CACCIA AI COLPEVOLI - I primi a soccorrere il ferito sono stati gli agenti della Polizia municipale che hanno poi fatto intervenire il personale del 118. Sarebbero tre ultras, secondo la prima ricostruzione della Questura, gli autori dell'aggressione: "Togliti quella sciarpa", avrebbe urlato uno dei tre, che impugnava una bandiera del Bologna, al figlio del 44enne modenese. Alla risposta negativa del ragazzo lo ha minacciato: "Ora ci penso io". Poco dopo sono comparsi altri due giovani, intervenuti a breve distanza di tempo. Prima uno ha strappato la sciarpa dal collo del sedicenne, ed è stato inseguito e bloccato dal padre. Poco dopo un terzo ultras ha aggredito l'uomo alle spalle, colpendolo alla fronte con una pietra. Ai due sedicenni, per ora unici testimoni, verranno anche mostrati i filmati delle telecamere interne del Dall'Ara, per verificare se tra gli ultras nella curva fossero presenti gli aggressori. Il figlio ha spiegato che l'ultras che lo ha aggredito non sarebbe stato un ragazzo, ma avrebbe avuto 35-40 anni e che, dopo che il padre era stato colpito, svenendo, in tre gli sono andati addosso colpendolo a calci.
gasport
CACCIA AI COLPEVOLI - I primi a soccorrere il ferito sono stati gli agenti della Polizia municipale che hanno poi fatto intervenire il personale del 118. Sarebbero tre ultras, secondo la prima ricostruzione della Questura, gli autori dell'aggressione: "Togliti quella sciarpa", avrebbe urlato uno dei tre, che impugnava una bandiera del Bologna, al figlio del 44enne modenese. Alla risposta negativa del ragazzo lo ha minacciato: "Ora ci penso io". Poco dopo sono comparsi altri due giovani, intervenuti a breve distanza di tempo. Prima uno ha strappato la sciarpa dal collo del sedicenne, ed è stato inseguito e bloccato dal padre. Poco dopo un terzo ultras ha aggredito l'uomo alle spalle, colpendolo alla fronte con una pietra. Ai due sedicenni, per ora unici testimoni, verranno anche mostrati i filmati delle telecamere interne del Dall'Ara, per verificare se tra gli ultras nella curva fossero presenti gli aggressori. Il figlio ha spiegato che l'ultras che lo ha aggredito non sarebbe stato un ragazzo, ma avrebbe avuto 35-40 anni e che, dopo che il padre era stato colpito, svenendo, in tre gli sono andati addosso colpendolo a calci.
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w andria- Cannoniere

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Re: Un tifoso juventino in ospedale
'Mio padre a terra nel sangue mentre mi prendevano a calci'
G.M. ha 15 anni. E’ seduto su un seggiolino di formica nella sala d’attesa del reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Bologna. Una porta a vetri che si apre solo dall’interno, e dopo aver suonato un campanello, è il fossato che lo divide dal padre tenuto in coma farmacologico e in prognosi riservata: è stato colpito da un pugno con una pietra in pieno volto. La colpa: tifare Juventus a Bologna.
Che cosa è successo?
"Mancavano pochi minuti alla fine della partita e con mio padre e un nostro amico abbiamo deciso di uscire dal settore distinti del Dall’Ara. Dovevamo tornare a Modena, dove viviamo, e volevamo evitare il traffico. Mentre uscivamo, un uomo, sulla trentina, mi ha detto di levarmi la sciarpa della Juve: “Ti conviene farlo”".
E tu?
"Gli ho mostrato due dita per ricordargli il risultato. Lui ha preso il telefonino dicendomi che me l’avrebbe fatta pagare. E’ come se avesse voluto avvisare qualcuno".
Poi che cosa avete fatto?
"Abbiamo percorso la strada che fiancheggia lo stadio Dall’Ara per tornare all’auto. Ci siamo immessi in una strada poco illuminata assieme a tante altre persone".
Tutto normale quindi?
"No, perché continuavano tutti a offendermi. Vedevano la sciarpa e me ne dicevano di tutti i colori. Io rispondevo a tono, ma non pensavo potesse succedere quello che è successo appena siamo entrati in quella strada. Mi hanno strappato la sciarpa da dietro mentre altri mi davano dei buffetti sulla faccia minacciandomi".
Come hanno reagito tuo padre e il vostro amico?
"Il mio amico era bloccato dalla paura, mentre mio padre si è messo in mezzo per difendermi. Quando mi hanno strappato la sciarpa tutto è precipitato in un attimo: una persona si è avvicinata a mio padre e lo ha colpito al volto con una pietra. Lui è stramazzato a terra, immobile".
Che cosa hai fatto?
"Non ho capito più nulla. Mio padre era per terra, sanguinava. Mi sono chinato su di lui, cercavo di parlargli e attorno a me la gente continuava a offenderci. Mentre ero chino su di lui ho preso anche dei calci da quelli che passavano".
Nessuno si è fermato per aiutarvi?
"Sembravano degli animali. Mio padre era privo di sensi, io urlavo e attorno a me la gente ci insultava".
Poi che cosa è successo?
"Sono passati circa venti minuti, poi ho deciso di lasciare mio padre lì per terra, con il mio amico sconvolto a vegliarlo, e di correre a chiedere l’intervento di una pattuglia. Solo una persona in quei momenti mi abbracciava e mi ripeteva di stare calmo. Uno sconosciuto che poi è sparito".
Dove hai passato la notte?
"Due poliziotti sono venuti a prelevare in ospedale me e il mio amico. Ci hanno fatto vedere fotografie e filmati fino alle 5 del mattino. Speravano che riuscissimo a riconoscere i responsabili del pestaggio. Credo che abbiano dei sospetti su qualcuno. Il mio amico ricorda bene la faccia di chi ha colpito mio padre".
Come sta tuo padre?
"Oggi sciolgono la prognosi. Non è in pericolo di vita".
Cos’è per te il calcio?
"Era un sogno. L’attesa per poter vedere la Juventus a Bologna è stata emozionante. Ho sempre pensato a uno stadio pieno di famiglie. Quello che è accaduto, per colpa di quei vigliacchi, mi fa chiedere di chiudere gli stadi. Le partite si giochino senza pubblico: chi vuole, se la guardi in tv. Le mie passioni sono la Juve e le ragazze. Avevo la sciarpa bianconera appesa al muro di camera mia. Me l’hanno rubata, ora se la possono tenere. Mi interessa soltanto che mio padre guarisca. Ha rischiato di morire e ancora non riesco a capire perché". (La Stampa)
da tuttomercatoweb.com
G.M. ha 15 anni. E’ seduto su un seggiolino di formica nella sala d’attesa del reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Bologna. Una porta a vetri che si apre solo dall’interno, e dopo aver suonato un campanello, è il fossato che lo divide dal padre tenuto in coma farmacologico e in prognosi riservata: è stato colpito da un pugno con una pietra in pieno volto. La colpa: tifare Juventus a Bologna.
Che cosa è successo?
"Mancavano pochi minuti alla fine della partita e con mio padre e un nostro amico abbiamo deciso di uscire dal settore distinti del Dall’Ara. Dovevamo tornare a Modena, dove viviamo, e volevamo evitare il traffico. Mentre uscivamo, un uomo, sulla trentina, mi ha detto di levarmi la sciarpa della Juve: “Ti conviene farlo”".
E tu?
"Gli ho mostrato due dita per ricordargli il risultato. Lui ha preso il telefonino dicendomi che me l’avrebbe fatta pagare. E’ come se avesse voluto avvisare qualcuno".
Poi che cosa avete fatto?
"Abbiamo percorso la strada che fiancheggia lo stadio Dall’Ara per tornare all’auto. Ci siamo immessi in una strada poco illuminata assieme a tante altre persone".
Tutto normale quindi?
"No, perché continuavano tutti a offendermi. Vedevano la sciarpa e me ne dicevano di tutti i colori. Io rispondevo a tono, ma non pensavo potesse succedere quello che è successo appena siamo entrati in quella strada. Mi hanno strappato la sciarpa da dietro mentre altri mi davano dei buffetti sulla faccia minacciandomi".
Come hanno reagito tuo padre e il vostro amico?
"Il mio amico era bloccato dalla paura, mentre mio padre si è messo in mezzo per difendermi. Quando mi hanno strappato la sciarpa tutto è precipitato in un attimo: una persona si è avvicinata a mio padre e lo ha colpito al volto con una pietra. Lui è stramazzato a terra, immobile".
Che cosa hai fatto?
"Non ho capito più nulla. Mio padre era per terra, sanguinava. Mi sono chinato su di lui, cercavo di parlargli e attorno a me la gente continuava a offenderci. Mentre ero chino su di lui ho preso anche dei calci da quelli che passavano".
Nessuno si è fermato per aiutarvi?
"Sembravano degli animali. Mio padre era privo di sensi, io urlavo e attorno a me la gente ci insultava".
Poi che cosa è successo?
"Sono passati circa venti minuti, poi ho deciso di lasciare mio padre lì per terra, con il mio amico sconvolto a vegliarlo, e di correre a chiedere l’intervento di una pattuglia. Solo una persona in quei momenti mi abbracciava e mi ripeteva di stare calmo. Uno sconosciuto che poi è sparito".
Dove hai passato la notte?
"Due poliziotti sono venuti a prelevare in ospedale me e il mio amico. Ci hanno fatto vedere fotografie e filmati fino alle 5 del mattino. Speravano che riuscissimo a riconoscere i responsabili del pestaggio. Credo che abbiano dei sospetti su qualcuno. Il mio amico ricorda bene la faccia di chi ha colpito mio padre".
Come sta tuo padre?
"Oggi sciolgono la prognosi. Non è in pericolo di vita".
Cos’è per te il calcio?
"Era un sogno. L’attesa per poter vedere la Juventus a Bologna è stata emozionante. Ho sempre pensato a uno stadio pieno di famiglie. Quello che è accaduto, per colpa di quei vigliacchi, mi fa chiedere di chiudere gli stadi. Le partite si giochino senza pubblico: chi vuole, se la guardi in tv. Le mie passioni sono la Juve e le ragazze. Avevo la sciarpa bianconera appesa al muro di camera mia. Me l’hanno rubata, ora se la possono tenere. Mi interessa soltanto che mio padre guarisca. Ha rischiato di morire e ancora non riesco a capire perché". (La Stampa)
da tuttomercatoweb.com

In The Main- Capitano

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Re: Un tifoso juventino in ospedale
In The Main ha scritto:'Mio padre a terra nel sangue mentre mi prendevano a calci'
G.M. ha 15 anni. E’ seduto su un seggiolino di formica nella sala d’attesa del reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Bologna. Una porta a vetri che si apre solo dall’interno, e dopo aver suonato un campanello, è il fossato che lo divide dal padre tenuto in coma farmacologico e in prognosi riservata: è stato colpito da un pugno con una pietra in pieno volto. La colpa: tifare Juventus a Bologna.
Che cosa è successo?
"Mancavano pochi minuti alla fine della partita e con mio padre e un nostro amico abbiamo deciso di uscire dal settore distinti del Dall’Ara. Dovevamo tornare a Modena, dove viviamo, e volevamo evitare il traffico. Mentre uscivamo, un uomo, sulla trentina, mi ha detto di levarmi la sciarpa della Juve: “Ti conviene farlo”".
E tu?
"Gli ho mostrato due dita per ricordargli il risultato. Lui ha preso il telefonino dicendomi che me l’avrebbe fatta pagare. E’ come se avesse voluto avvisare qualcuno".
Poi che cosa avete fatto?
"Abbiamo percorso la strada che fiancheggia lo stadio Dall’Ara per tornare all’auto. Ci siamo immessi in una strada poco illuminata assieme a tante altre persone".
Tutto normale quindi?
"No, perché continuavano tutti a offendermi. Vedevano la sciarpa e me ne dicevano di tutti i colori. Io rispondevo a tono, ma non pensavo potesse succedere quello che è successo appena siamo entrati in quella strada. Mi hanno strappato la sciarpa da dietro mentre altri mi davano dei buffetti sulla faccia minacciandomi".
Come hanno reagito tuo padre e il vostro amico?
"Il mio amico era bloccato dalla paura, mentre mio padre si è messo in mezzo per difendermi. Quando mi hanno strappato la sciarpa tutto è precipitato in un attimo: una persona si è avvicinata a mio padre e lo ha colpito al volto con una pietra. Lui è stramazzato a terra, immobile".
Che cosa hai fatto?
"Non ho capito più nulla. Mio padre era per terra, sanguinava. Mi sono chinato su di lui, cercavo di parlargli e attorno a me la gente continuava a offenderci. Mentre ero chino su di lui ho preso anche dei calci da quelli che passavano".
Nessuno si è fermato per aiutarvi?
"Sembravano degli animali. Mio padre era privo di sensi, io urlavo e attorno a me la gente ci insultava".
Poi che cosa è successo?
"Sono passati circa venti minuti, poi ho deciso di lasciare mio padre lì per terra, con il mio amico sconvolto a vegliarlo, e di correre a chiedere l’intervento di una pattuglia. Solo una persona in quei momenti mi abbracciava e mi ripeteva di stare calmo. Uno sconosciuto che poi è sparito".
Dove hai passato la notte?
"Due poliziotti sono venuti a prelevare in ospedale me e il mio amico. Ci hanno fatto vedere fotografie e filmati fino alle 5 del mattino. Speravano che riuscissimo a riconoscere i responsabili del pestaggio. Credo che abbiano dei sospetti su qualcuno. Il mio amico ricorda bene la faccia di chi ha colpito mio padre".
Come sta tuo padre?
"Oggi sciolgono la prognosi. Non è in pericolo di vita".
Cos’è per te il calcio?
"Era un sogno. L’attesa per poter vedere la Juventus a Bologna è stata emozionante. Ho sempre pensato a uno stadio pieno di famiglie. Quello che è accaduto, per colpa di quei vigliacchi, mi fa chiedere di chiudere gli stadi. Le partite si giochino senza pubblico: chi vuole, se la guardi in tv. Le mie passioni sono la Juve e le ragazze. Avevo la sciarpa bianconera appesa al muro di camera mia. Me l’hanno rubata, ora se la possono tenere. Mi interessa soltanto che mio padre guarisca. Ha rischiato di morire e ancora non riesco a capire perché". (La Stampa)
da tuttomercatoweb.com
CHE ANIMALI DI PERSONE è DA VERGOGNARSI

soloandria- Navigatore

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Re: Un tifoso juventino in ospedale
che schifo di gente a quelli li gli si dovrebbe dare 30 anni di carcere ed e pure poco sono dellle bestie VERGOGNA


w andria- Cannoniere

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Re: Un tifoso juventino in ospedale
Bologna, 1 nov. (Adnkronos) - Sono almeno tre le persone che hanno telefonato alla polizia nelle ultime ore perche' intenzionate a raccontare quello che hanno visto mercoledi' sera nei pressi dello stadio Dall'Ara di Bologna dove e' stato aggredito un tifoso della Juventus di 44 anni che aveva assistito alla partita in compagnia del figlio 16enne e di un suo collega peruviano di 19. I testimoni hanno cosi' raccolto l'appello a collaborare sia della presidente del Bologna, Francesca Menarini, che della pm Lucia Musti che sull'episodio ha aperto un fascicolo per tentato omicidio.
Tra loro c'e' anche una ragazza che ha detto di essere stata minacciata da alcuni supporter rossoblu' che volevano che levasse dal collo la sciarpa della Juventus. I testimoni saranno sentiti nei prossimi giorni dalla Digos che sta indagando sull'aggressione. Il 44enne, originario del Salento, ma da anni residente a Modena con la moglie e i due figli di 10 e 16 anni, ieri pomeriggio non e' stato spostato dalla Rianimazione come lo stesso ospedale aveva comunicato in un primo momento.
Il paziente e' ancora troppo agitato e finche' la situazione non migliorera' non verra' trasferito in Neurochirurgia. Domani e' molto probabile che venga visitato dal medico legale incaricato dal magistrato.
Tra loro c'e' anche una ragazza che ha detto di essere stata minacciata da alcuni supporter rossoblu' che volevano che levasse dal collo la sciarpa della Juventus. I testimoni saranno sentiti nei prossimi giorni dalla Digos che sta indagando sull'aggressione. Il 44enne, originario del Salento, ma da anni residente a Modena con la moglie e i due figli di 10 e 16 anni, ieri pomeriggio non e' stato spostato dalla Rianimazione come lo stesso ospedale aveva comunicato in un primo momento.
Il paziente e' ancora troppo agitato e finche' la situazione non migliorera' non verra' trasferito in Neurochirurgia. Domani e' molto probabile che venga visitato dal medico legale incaricato dal magistrato.

w andria- Cannoniere

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